TAORMINA – Il liquidatore di Asm, Antonio Fiumefreddo, ha trasmesso al Comune di Taormina gli atti riguardanti la correzione definitiva dei bilanci dell’azienda che vanno dal periodo 2011 al 2019. Ecco la relazione di accompagnamento inviata alla casa municipale dall’attuale reggente della municipalizzata.

“La presente relazione intende elencare, seppure in modo sommario, il lavoro di ricostruzione contabile e fiscale che è stato fatto a partire dall’anno d’imposta 2011.
Il lavoro effettuato ha seguito un preciso schema di processo di tutte le scritture, di tutte le evidenze documentali, ed infine di circolarizzazione dei dati, così da ottenere un ulteriore riscontro circa la correttezza dei dati processati.
La Asm di Taormina, com’è noto, veniva posta in liquidazione il 22 settembre 2011,e l’ultimo bilancio approvato e depositato è stato il bilancio al 31/12/2010, di talché si è avviata la fase di controllo, a norma del mandato ricevuto, a far data dall’anno di esercizio 2011.


2011
Per l’anno 2011 è stata ricontrollata la contabilità e ricostruiti in particolare i libri cespiti, i quali ultimi risultavano cartacei e incompleti.
Si sono verificati, quindi, e controllati minuziosamente gli estratti conto delle banche, i movimenti di cassa, i costi dei dipendenti, gli accantonamenti TFR, i contributi regionali di competenza, che non risultavano evidenziati, gli F24 pagati, le liquidazioni Iva con i relativi pagamenti.
Da questa ricostruzione si registra una perdita d’esercizio per l’anno 2011 pari a € 54.342,00.


2012
L’anno 2012 è stato sottoposto allo stesso controllo contabile.
Nello specifico, si è proceduto a controllare il conto denaro in cassa, e i conti bancari, atteso che i saldi bancari non coincidevano con gli estratti conto.
Dalla ricostruzione effettuata si è potuto evincere come alcuni movimenti bancari fossero stati erroneamente imputati a cassa.
Dal controllo sui risconti passivi si è rilevato che non sono stati stornati i contributi in conto/impianti e dunque si è provveduto alla rettifica.
E’ stato, altresì, rettificato il valore del conto IRAP, come da dichiarazione presentata.
Si è proceduto, quindi, a verificare i contributi regionali emergendo piccole difformità rispetto ai dati riportati dalla delibera dell’Assessorato regionale e dai dati forniti dal consulente del lavoro.
Sono stati controllati anche i dati relativi al Fondo imposte differite, collegato alla rivalutazione degli immobili effettuata nell’anno 2010.
Sono state verificate le liquidazioni Iva, i pagamenti con F24, e si è continuato a ricostruire i libri cespiti.
Da questa ricostruzione si registra un utile d’esercizio pari a € 575.953,00.


2013
Per l’anno 2013si è dovuto rilevare che i saldi bancari non coincidevano con le risultanze, cosicché si è dovuto, attraverso la lettura degli estratti conto, ricostruire tutta la movimentazione bancaria, eliminando le anomalie dovute a movimenti erroneamente imputati.
Inoltre, sono state controllate le imposte dell’anno, erroneamente imputate, si è dovuto modificare l’accantonamento TFR, non appostato correttamente, sono stati modificati i valori dei contributi regionali, anche questi non appostati correttamente.
Da questa ricostruzione si registra una perdita di € 150.246,00.
Si rammenta che tale annualità ha subito un accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate per € 81.536,84; tale avviso è stato definito con atto di adesione del 17.06.2020 e dilazionato in n. 16 rate.


2014
L’anno 2014 è stato, quindi, sottoposto allo stesso controllodegli esercizi precedenti, rilevandosi nello specifico come il saldo banca di conto corrente non coincidessecon il dato dell’estratto conto, e ciò perché alcuni movimenti erano transitati dal conto cassa è stato di conseguenza rettificato.
Dopo le verifiche effettuate il bilancio presenta un utile d’esercizio pari aeuro 2.263,00.
Anche l’anno 2014 è stato sottoposto ad accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate, che si è concluso con un’adesione per € 107.704,02 definita e pagata il 24.07.2019.
A seguito dell’accertamento effettuato l’Agenzia delle Entrate, ha rettificato l’importo delle perdite e ne ha attestato il dato per €2.034.136,00. Si è rilevato che detta perdita veniva considerata solo nella dichiarazione integrativa presentata per l’anno 2015 del 21.03.2019, ma in detta dichiarazione integrativa si ometteva di riportare l’importo pagato in più, a saldo Ires, ammontante ad € 75.569,00,piu’ interessi e sanzioni.


2015
Per l’Anno 2015 è stata controllata la contabilità, a partire dalle fatture attive e passive, nonché dai movimenti IVA, controllando i saldi bancari e le movimentazioni di cassa, mentre si è dovuto ricostruire il dato del TFR e le appostazioni relative ai dipendenti; si è poi proceduto a ricontrollare il dato relativo ai contributi regionali appostati in bilancio, e si è proceduto ad inserire fatture da emettere che non erano state inserite.
Il saldo finale riporta un utile d’esercizio pari a € 372.244,00.
Per questa annualità è possibile presentare la dichiarazione integrativa, in quanto i termini non si sono ancora prescritti.
Sono state presentati, quindi, il modello 760,inserendo la perdita non compensata, il modello IRAP e la dichiarazione integrativa IVA 2016.


2016
Per l’annualità 2016 è stata controllata la contabilità, a partire dalle fatture attive e passive, le liquidazioni IVA, i movimenti bancari e il conto cassa, e sono state inserite inserite fatture da emettere mentre si è provveduto ad accantonare il fondo TFR non appostato.
Per questa annualità non erano stati considerati gli ammortamenti, mentre sono stati modificati gli importi dei contributi regionali come da D.D.S. dell’dell’Assessorato regionale.
Il saldo finale riporta un utile d’esercizio di € 65.837,00.


2017
L’annualità 2017 è stata quella che ha presentato maggiori problemi; ed infatti già da una prima verifica si rilevava che il conto cassa risultava negativo per quasi € 500.000,00, cosicché ricontrollando i corrispettivi ci si accorgeva che non erano stati contabilizzati i corrispettivi del mese di agosto per il Parcheggio di Porta Catania e il mese di gennaio del Parcheggio scoperto di Mazzarò. Sono stati perciò inseriti i corrispettivi e rifatte tutte le liquidazioni IVA.
Inoltre, mancava del tutto l’accantonamento TFR che veniva inserito ed eliminate delle scritture di giroconto appostate per la quadratura del fondo TFR.
Altresì, non vi era traccia dei canoni di locazione versati al Comune per il Parcheggio scoperto di Mazzarò e il costo della TARI per l’anno 2017.
Per questa annualità, si è proceduto a rifare tutte le liquidazioni IVA, e sono state trasmesse: la dichiarazione integrativa IVA, il modello 760, riportando la perdita d’esercizio già attestata dall’Agenzia delle Entrate, il modello IRAP.
Il saldo finale riporta un utile d’esercizio pari a 200.761,00.


2018
Per l’anno 2018 sono stati effettuati gli stessi controlli delle annualità precedenti, senza invero riscontrare grosse divergenze, e si è proceduto ad inviare: la dichiarazione integrativa 760, Il modelloIRAP e la dichiarazione IVA con i lievi scostamenti registrati.
Il saldo finale riporta un utile d’esercizio di € 824.909,00


2019
L’anno 2019 è stato sottoposto allo stesso processo, dovendosi procedere alla dichiarazione mod. 760, che era stata presentata a 0, mentre si è provveduto a inviare: la dichiarazione integrativa mod. 760, il modello IRAP e IVA.
Il saldo finale presenta un utile d’esercizio pari a € 1.138.479,00.

Le conclusioni. “Occorre rilevare che se il lavoro svolto ha potuto ricostruire con chiarezza lo stato di fatto, grazie alla presenza di scritture contabili conservate e riscontrate, tuttavia non si può non sottolineare come sia emersa una gestione opaca, con una tenuta dei conti confusionaria e non veritiera, con una mancanza di diligenza che ha provocato serissimi danni alla gestione, e con la conseguente necessità della rettifica dei dati relativi a tutte le annualità.
Centri di spesa incontrollati e assenza di procedure trasparenti non hanno trovato alcun argine in sede di controllo.
Un tale modo di procedere ha provocato, ed era inevitabile, l’intervento dell’Agenzia delle Entrate, con esborsi da parte di ASM, imputabili a responsabilità omissive e commissive, mentre dall’altro si sta procedendo al recupero di importi consistenti, per circa 600.000,00 euro, versati all’Erario e non dovuti. Si è, così operando, posta in serio pericolo l’integrità patrimoniale dell’Azienda, e perpetrata una condotta di inspiegabile dispregio anche verso gli accantonamenti dovuti in favore dei lavoratori, cosicché se non è accaduto l’irreparabile, lo si deve soltanto alla provata vivacità delle attività della partecipata e dei servizi somministrati, che incontrano il crescente favore del mercato”. 

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