Asm Taormina

TAORMINA – Il Giudice per le Indagini Preliminari, dott.ssa Valeria Curatolo, accogliendo la richiesta del P.M., dott.ssa Rosanna Casabona, ha disposto la prosecuzione delle indagini nell’ambito di un procedimento a carico di due persone in oggetto ad un fascicolo su vicende dell’Asm Taormina. Il procedimento è a carico di Santino D’Agostino, 50enne dipendente (originario di Castelmola) dell’Asm Taormina, e di Alfio Ferrara, 47enne, (originario di Catania) funzionario di un’agenzia di lavoro interinale.

Il fascicolo riguarda D’Agostino, indagato per ipotesi di reato di cui art.323, 353 e 319 del c.p., che sarebbero stati commessi a Taormina il 15 marzo 2018 e in data anteriore e prossima al 10 gennaio 2020, iscritti il 29 gennaio scorso e 7 febbraio 2020, e Ferrara indagato per ipotesi di reato di cui all’art. 321 c.p., che sarebbe stato commesso a Taormina il 15 marzo 2018 ed iscritto il 7 febbraio 2020.

Esaminata la richiesta di proroga delle indagini preliminari e depositata dal Pubblico ministero il 29 ottobre scorso, e considerato che i termini per le indagini preliminari sono rimasti sospesi dal 9 marzo 2020 all’11 maggio 2020 (per effetto dell’art.83 del d.l. n.18/2020, pubblicato in G.U. il 17 marzo 2020, come modificato dall’art.36 d.l. n.23/2020, pubblicato in G.U. l’8 aprile 2020) e scadono rispettivamente il 2 novembre 2020 e 10 novembre 2020, il Gip il 2 novembre scorso ha disposto la notifica dell’atto alle persone sottoposte ad indagini – dando facoltà di presentare memorie entro 5 giorni dalla notifica di tale comunicazione – e ha disposto che il fascicolo venga restituito al P.M.

Accolta quindi la richiesta del P.M., dott.ssa Rosanna Casabona, che ha richiesto la prosecuzione delle indagini per ulteriori 6 mesi. Il P.M. ha rilevato che vi era stata “l’oggettiva impossibilità di concludere le indagini” nei precedenti termini del 2 e 10 novembre 2020, atteso che sono in corso ulteriori accertamenti da parte dell’Autorità Giudiziaria”.

Il dipendente di Asm è indagato per ipotesi di reato di abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti e corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, il funzionario di un’agenzia di lavoro interinale invece per il reato previsto dall’art. 321 del Codice penale, che stabilisce le «pene per il corruttore», «commesso il 15 marzo 2018». Poiché, come detto, nelle date del 2 e 10 novembre scadeva il termine di sei mesi dal giorno dell’iscrizione nel registro delle notizie di reato nei confronti dei due indagati, il P.M., al fine di svolgere ulteriori accertamenti, ha chiesto e ottenuto dal GIP, Valeria Curatolo, una proroga di altri 6 mesi.

Su vari aspetti che attengono la gestione delle attività di Asm – azienda in liquidazione dal 2011 – è scattata nei mesi scorsi un’indagine della Polizia di Stato, con un blitz negli uffici dell’azienda da parte degli agenti del Commissariato di Taormina, operato nella mattinata del 5 maggio scorso, che ha avviato da quel momento l’acquisizione di numerosi atti che si soffermano su vari aspetti nell’ambito dell’operatività della municipalizzata.

Nel caso specifico si stanno accertando fatti e dinamiche concernenti la gestione dell’acquedotto – di cui Asm si occupa degli interventi di manutenzione degli impianti per conto del Comune di Taormina – e, dunque, i criteri di assegnazione degli interventi sul territorio,  e sulle modalità di reclutamento e somministrazione degli interinali di cui si è avvalsa sin qui l’azienda, sulla base di un contratto di collaborazione con un’agenzia per il lavoro. L’Autorità Giudiziaria sta valutando se siano state poste in essere condotte che ottemperano alle vigenti procedure disciplinate dalle relative norme di legge o se altresì siano stati invece commessi dei reati.

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