l'ex ospedale di Taormina

TAORMINA – “Don Carlo Zuccaro ha interamente costruito questo piano e quello soprastante ed ha ristrutturato e completato il resto del reparto nel 1979”. E’ la scritta che si legge su una targa in una stanza dell’ex ospedale San Vincenzo di Taormina ed è il simbolo di una città che non si è presa cura di quello che le è stato donato. Quella targa è affissa in una stanza assediata dal degrado con il soffitto che crolla, le pareti scrostate e i rifiuti accatastati per terra. E’ il simbolo di una storia di incuria che va avanti ormai da 30 anni.

L’ex ospedale San Vincenzo, che a lungo fu sede del nosocomio cittadino (poi trasferito negli anni Novanta nell’attuale complesso di contrada Sirina), è per metà di proprietà dell’Asp Messina e per metà del Comune di Taormina. In attesa di una riqualificazione che sembra non arrivare mai l’edificio oggi versa, complessivamente, in condizioni pietose. La parte di cui è titolare l’Asp è sede degli uffici sanitari del Distretto D32, è ancora adesso in attività e accoglie il pubblico ma necessita di interventi che possano riqualificare un edificio dove il personale opera tra non pochi disagi e criticità e dove non si effettuano lavori di manutenzione da parecchi anni. Ancora peggiore è la situazione dell’ala comunale, ormai in totale abbandono, ricettacolo di topi e negli anni passati trasformata abusivamente da alcuni senza tetto nella propria dimora.

la targa del cavaliere Zuccaro

L’azienda sanitaria ha previsto un piano di interventi da 200 mila euro per ristrutturare la propria parte di competenza, la procedura ha subito un rinvio per il lockdown e l’emergenza sanitaria. La speranza adesso è che i lavori possano finalmente scattare nel 2021, perché c’è da ripristinare la funzionalità di alcuni ambienti, occorre ritinteggiare le pareti, bisogna ammodernare e rendere decoroso il fabbricato. L’ala del Comune è un monumento al degrado, necessita di opere per le quali l’ente non ha al momento la disponibilità economica per intervenire e dove nel frattempo il degrado avanza. All’interno dei locali dismessi del vecchio ospedale, che in passato era stato anche sede degli uffici dell’acquedotto comunale, c’è di tutto. Qualche stanza che è diventata una discarica di spazzatura di ogni genere, sedie, tavole, pezzi di ferro, computer distrutti, carcasse di elettrodomestici e tanto altro. Il tetto è ridotto nelle stesse condizioni in cui si trovava sino a qualche mese fa l’ex mattatoio, poi finalmente abbattuto dal Comune quando non era più possibile neanche provare a recuperarlo.

l’ex ospedale di Taormina assediato dal degrado

La speranza è che qualcosa si muova in fretta perchè vedere l’ex ospedale ridotto così, è sinonimo di mancanza di rispetto verso la storia e mortifica la generosità di chi, come il cavaliere Carlo Zuccaro, ha donato quel bene alla città con finalità sociali-sanitarie. Una destinazione ben precisa, un vincolo che tra l’altro ha salvato il Comune dal tentativo operato a suo tempo per due volte dalla Regione (con i governi Cuffaro e Lombardo) di appropriarsi dell’intero immobile e metterlo all’asta. Ma aver vinto quella battaglia ha il retrogusto amaro di una “vittoria di Pirro” se l’ex ospedale rimane fatiscente, in questo stato imbarazzante, indecoroso e inaccettabile. C’è bisogno che ciascuno faccia la propria parte, al più presto, sia per la parte dell’Asp che soprattutto del Comune (che dovrebbe chiedere un finanziamento alla Regione), e che si agisca magari in sinergia per una svolta, come si è più volte vanamente auspicato.

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