Giovanna Guerrieri

GIARDINI NAXOS – L’odissea di Giovanni Guerrieri è finita. Giustizia è (quasi) fatta e svolta a lieto fine nella vicenda della dipendente comunale sospesa lo scorso febbraio dal Comune di Giardini Naxos per doppio lavoro e per mesi rimasta al centro di uno scontro con l’ente locale per ottenere la sospensione o rimodulazione del provvedimento. Una battaglia di civiltà in cui, sin dal primo momento, abbiamo lottato anche noi al fianco di questa donna che in un’Italia di furbetti e fannulloni ha avuto la colpa – si fa per dire – di aver lavorato di più e nel medesimo posto di lavoro per sopravvivere.

La dipendente comunale, a lungo rimasta senza stipendio e impossibilitata a pagare l’affitto e le bollette, rientrerà finalmente domani (lunedì 16 novembre) al lavoro per il Comune. Conclusa l’efficacia della sanzione, la signora Giovanna svolgerà un nuovo compito presso gli uffici della sede di Chianchitta ma è, comunque, un sollievo per questa donna che rivede la luce in fondo al tunnel di un braccio di ferro andato avanti per 9 mesi e che, per altro, vivrà ancora un ulteriore capitolo in tribunale dove la dipendente ha presentato, a suo tempo, un ricorso la cui udienza è prevista per il mese di febbraio 2021. Giustizia è “quasi” fatta, dicevamo in premessa, perché quella causa va avanti e la speranza è che la signora possa ricevere le spettanze che non ha avuto in questi mesi dal Comune. Senza dimenticare che rimangono in essere, anche delle spettanze pendenti verso la signora Giovanna anche da parte della ditta per la quale ha lavorato. Tutto ciò che attiene la parte economica si vedrà e farà il suo corso, intanto la protagonista involontaria di questa intricata vicenda riemerge dall’incubo e si riprende un pezzo fondamentale della sua vita.

La signora Giovanna è stata assistita in questa contesa dal patronato “Ali Confsal” – Associazione Lavoratori Italiani (rappresentato da Rosario Gambacorta), che non le ha mai fatto mancare il suo sostegno, ha spiegato in vari atti l’operato della signora e che in tempi più recenti aveva anche chiesto una revisione del provvedimento di “sanzione disciplinare della sospensione dal servizio con privazione della retribuzione per 6 mesi”. La decisione dell’Ufficio Procedimenti Disciplinari del Comune di Giardini nei confronti della donna, ricordiamo, era stata inflitta a febbraio con la sostanziale accusa di “doppio lavoro”.

La querelle ha riguardato una lavoratrice dipendente a tempo parziale e indeterminato per 18 ore settimanali del Comune, che prestava servizio al cimitero comunale e il secondo impiego lo ha effettuato per un anno (20 ore settimanali) sempre nello stesso luogo, ma in un altro orario, per la ditta che a suo tempo ha ottenuto la gestione dei servizi cimiteriali. Da qui la contestazione della “violazione delle nome in materia di incompatibilità”. Giovanna Guerrieri ha lottato evidenziando sin dal primo momento di aver agito “in buona fede” e solo “per esigenza economica”, dovendo sostenere un affitto di casa di 450 euro (più le bollette) a fronte del compenso del Comune che è di 550 euro.

La donna è rimasta sospesa e senza stipendio dal 14 febbraio sino a maggio, poi ha fatto istanza a maggio per l’emergenza Covid chiedendo di poter rientrare e quindi a maggio, giugno e luglio, ha avuto lo stipendio di 550 euro del Comune ma non ha lavorato perché posta in ferie di ufficio sino al 31 luglio. Poi il 1 agosto aveva chiesto la conferma delle ferie di ufficio ma non erano state accettate e il 3 agosto venne sospesa di nuovo. Ora la sanzione è finita, il conto per quella leggerezza Giovanna lo ha pagato con un’odissea durata 10 mesi e finalmente può tornare al lavoro, intanto negli uffici di Chianchitta.

“Nel lavoro, come nella vita, ho sempre agito senza volere ingannare nessuno e chi mi conosce lo sa bene che sono una persona onesta – spiega Giovanna Guerrieri -. Ho vissuto un autentico incubo, un dramma che non auguro neanche al mio peggior nemico, ma adesso sono felice perché ritorno al lavoro. L’onestà e la sincerità nella vita vincono sempre. Voglio solo ricominciare a vivere e ritrovare quella serenità che mi è mancata per via della grande angoscia che mi ha procurato questa assurda vicenda e un’ingiusta sanzione che non meritavo”.

Infine, poche parole e una breve riflessione. L’augurio di un buon ritorno al lavoro per la signora Giovanna, una persona perbene che desidera soltanto tranquillità dopo essere stata investita da una tempesta che avrebbe gettato nello sconforto chiunque. Gli è arrivata una valanga addosso, è riuscita a non farsi travolgere dalla slavina della disperazione, dando prova di una forza di volontà che le ha permesso di non varcare la soglia del punto di non ritorno. Nell’ingovernabile giostra della vita tutti possiamo sbagliare, bisogna sempre assumersi le responsabilità di quel che si fa, ma la buona fede e l’agire per disperazione sono cose che hanno sempre un senso da comprendere e soppesare. Sempre e comunque.

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