Eddy Tronchet

TAORMINA – L’Associazione culturale ambientale “Patrimonio Sicilia”, presieduta da Eddy Tronchet, presenta ufficialmente opposizione al progetto presentato da un privato per la prevista realizzazione di un campo boe nello specchio d’acqua di Isola Bella. L’opposizione è stata trasmessa alla Struttura Territoriale Ambiente – Messina e per conoscenza al Cutgana, al sindaco di Taormina alla Prefettura di Messina, alla Questura di Messina, all’Assessorato Regionale al Territorio e all’Ambiente, all’Assessorato Regionale Beni Culturali e Ambientali, alla Capitaneria di Porto di Messina, alla Procura della Repubblica di Catania, al Parco Archeologico Naxos Taormina, alla Soprintendenza di Messina, alla Soprintendenza del Mare – Palermo, alla Guardia di Finanza di Taormina e al Comando Stazione Carabinieri Taormina.

L’oggetto dell’iniziativa è il seguente: “Opposizione al progetto presentato all’Ufficio Struttura Territoriale Ambiente di Messina con protocollo 7812 dal Sig. Cacopardo Francesco, rappresentante dell’associazione “Taormina mare blu” per l’occupazione di un’area demaniale e specchio d’acqua all’interno della baia di Isola Bella di complessivi 11110,00 mq per la realizzazione di un campo boe, di un corridoio di avvicinamento e relativa area di alaggio per ricovero di natanti”.

“In merito alla richiesta di nuova concessione demaniale marittima da parte dell’associazione “Taormina mare blu” presentata presso l’Ufficio Territoriale Ambiente di Messina con nota 60878 del 19/10/2020 per l’occupazione di area demaniale e specchio acqueo di complessivi 11110,00 mq per la realizzazione di un campo di boe, di un corridoio di avvicinamento e di un’area di alaggio con l’intento di fornire servizi taxi e di noleggio di imbarcazioni ai turisti nello specchio d’acqua della Riserva Naturale Orientata Isola Bella, si intende di seguito argomentare le ragioni che impediscono inequivocabilmente l’accoglimento della suddetta richiesta di nuova concessione demaniale marittima voluta dall’associazione “Taormina Mare Blu””.

“Appare superfluo citare i vari passaggi legislativi che hanno portato alla costituzione di quest’area di grande pregio naturalistico, storico e archeologico che rappresenta la Riserva Naturale Orientata Isola Bella comprendente l’isola stessa, gli scogli satelliti, le spiagge meridionale e settentrionale ed il promontorio di Capo Sant’Andrea fino all’ingresso della baia di Mazzarò”.

“La Riserva Naturale Orientata Isola Bella è stata voluta, proposta ed è stata costituita grazie al lavoro instancabile della sezione di Taormina del WWF promuovendo manifestazioni e convegni fino all’inserimento della Baia di Isola Bella nel piano regionale dei Parchi e Riserve e conseguentemente dichiarata Riserva Naturale Orientata Isola Bella da parte dell’Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente con la Legge 14 del 1988. L’esistenza della Riserva è stata sostenuta e rafforzata da numerosi esperti ambientalisti rappresentanti le massime associazioni ambientaliste di livello internazionale come il WWF e nazionale come la Legambiente. E’ stata nel tempo retta dalla politica regionale, incoraggiata da imprenditori e operatori turistici lungimiranti, da associazioni di categoria e da singoli cittadini che si sono spesi per il mantenimento della Riserva, per la sua piena fruizione e per la tutela degli ambienti terrestri e marini prospicienti, forti della convinzione dell’assoluta inalienabilità dei luoghi”.

“Il Cutgana, centro di ricerca dell’Università di Catania, attuale gestore della riserva, sottolinea la straordinaria bellezza dell’Isola dichiarata monumento di interesse storico-artistico di particolare pregio. Il tratto di mare prospiciente la riserva è stato inserito tra i Siti di Interesse Comunitario (SIC) denominato “Fondali di Taormina – Isola Bella” caratterizzato da praterie sottomarine della pianta superiore Posidonia oceanica la cui importanza per l’ecosistema è fuor di dubbio. Quanto alle falesie circostanti l’isola è stato inserito nel SIC denominato “Isola Bella, Capo Taormina, Capo S. Andrea”, esteso 21 ettari, proposto per la “zona costiera di notevole valore paesaggistico con falesie che ospitano una tipica vegetazione rupicola ricca di endemismi” estendendosi su tutta la zona costiera calcarea, da Capo Taormina a Capo Castelluccio. Successivamente designato con decreto del 21 dicembre 2015 del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Zona Speciale di Conservazione (ZSC) della regione biogeografica mediterranea insistenti nel territorio della Regione Siciliana”.

“Pertanto si evince l’interesse prioritario di preservazione dell’intera zona costiera che va dal Capo Taormina fino alla Baia di San Nicola caratterizzata da una serie di antichi solchi di erosione tra uno e cinque metri di altezza di eccezionale valore scientifico e paesaggistico visto che essi sono visibili e riconoscibili da lontano. Altrettanto fondamentale la preservazione dei fondali di Taormina Isola Bella per la loro ricca biodiversità.
Il campo di boe previsto nella baia settentrionale con la presenza di natanti spesso di notevole stazza con alberi e cabine elevate impedirebbe la fruizione visiva di tale pregio geologico del Capo Sant’Andrea giustamente ritenuto ZSC e causerebbe danni irreversibili sugli equilibri biologici di fauna e flora dei fondali marini”.

“Numerose pubblicazioni sia scientifiche sia divulgative attestano la ricchezza archeologica subacquea dei fondali di Isola Bella, di Mazzarò, della Baia di San Nicola, del Capo Taormina e di Villagonia – Rada di Taormina. Pubblicati nelle diverse edizioni della “Rassegna di archeologia subacquea di Giardini Naxos” a cura dell’Azienda di soggiorno di Giardini Naxos e della Soprintendenza di Messina, su riviste nazionali divulgative, sul libro voluto dal WWF “Riserva Naturale Orientata Isola Bella , su relazioni per la scuola , ecc.
Centinaia di manufatti archeologici d’epoca preistorica, greco-romana, bizantina, medievale, moderne e della IIWW, sono stati individuati nelle acque taorminesi da gruppi sportivi degli anni’50-60, dalla sezione subacquea dell’Archeoclub d’Italia sezione di Taormina e dalla Soprintendenza di Messina. Essi sono antiche ancore, anfore vinarie, vasi di ceramica, raffigurazioni di divinità, macine di pietra lavica , antiche monete, scandagli, anelli di piombo, oggetti di pregio come la famosa Spada di Taormina, come la brocca di bronzo medievale e la lucerna bronzea romana, tutti rinvenuti nelle baie di Isola Bella.
Di grande valore storico-archeologico sono i numerosi relitti antichi di epoca ellenistica, romana e medievale localizzati nella Rada di Taormina Villagonia, nella Baia di Isola Bella, di Mazzarò e di Castelluccio – Baia di San Nicola (Spisone). Così come appare rilevante la scoperta e la individuazione della zona portuale di Taormina a San Nicola da parte della Sezione subacquea di Taormina dell’Archeoclub d’Italia , appaiono di grande interesse le zone secondarie di approdo temporaneo proprio nelle Baie di Isola Bella, di Mazzarò e di Villagonia. Questo ingente patrimonio archeologico subacqueo determina la peculiarità archeologica dell’intera zona che non può essere sconvolta da una infrastruttura subacquea di corpi morti come quella presentata dal progetto in esame”.

“E’ perfettamente attestata la ricca biodiversità marina dei fondali prospicienti la riserva costituita da innumerevoli specie alcune delle quali di notevole interesse ecologico. Va ricordata la presenza di Posidonia oceanica che forma praterie fino alla profondità di 40 metri come accerta il dott. Vincenzo Di Martino dell’Università di Catania nel già citato libro sulla Riserva. La dott.ssa Annamaria Scifo, già direttore della Riserva dal 1999 al 2006 per conto dell’Ente gestore, WWF, commissionò un lavoro di rilevazione delle praterie di Posidonia oceanica presenti nei fondali dell’Isola Bella ai biologi marini tra i quali il dott. Massimiliano Valastro dell’Acquario di Messina, assistito dallo scrivente . Ampliamente attestata la presenza di campi di posidonie in entrambe le baie di Isola Bella, si ritiene che l’area non possa tollerare l’aggravio di ulteriori presenze cementizie che andrebbero a deturpare anziché tutelare proprio quelle praterie di posidonie. La giustificazione in base alla quale si eviterebbe un’ancoraggio selvaggio dei natanti grazie al campo di boe non trova ragion d’essere in quanto la ordinanza n°46/2001 della Capitaneria di Porto aveva giustamente impedito l’accesso ad ogni tipo di natante a motore nelle baie di Isola Bella. Malgrado le numerose richieste e sollecitazioni della società civile di non modificare quello “status quo”, si optò malauguratamente per una nuova ordinanza la 116/2009 che, dapprima fu correttamente sospesa dal TAR di Catania dietro sollecitazioni di Codacons Messina e delle proteste di Legambiente Taormina-Alcantara , in seguito consentì l’ingresso parziale ai natanti a motore nelle acque della baia di Isola Bella . Grave errore a nostro parere che ha condotto alla situazione di confusione in cui si trova la Riserva, nello specifico della tutela degli specchi d’acqua. Oggi la biodiversità marina è a rischio depauperamento causato da una attività di pesca di frodo mai del tutto debellata, malgrado gli sforzi delle autorità preposte. La quantità di individui delle specie ittiche presenti in mare si è notevolmente assottigliata rischiando la desertificazione dei fondali marini se non si porrà rimedio in termini di urgenza.

“Prospettive turistiche e balneazione “green”. La balneazione sostenibile diventa sempre più uno dei criteri del turismo internazionale al momento della scelta di una località turistica. Si predilige pertanto la condizione di luoghi ameni privi di inquinamento acustico e ambientale, dove la limpidezza delle acque si coniuga con la presenza di fauna e flora marine da rendere suggestive le attività in acqua, sia di semplice nuoto, sia in immersione con ARA, proposte dai centri di immersione di Taormina e di Giardini Naxos. In quest’ottica il dott. Ferdinando Valente, già promotore della istituzione della Riserva con la locale sezione del WWF, e lo scrivente si adoperarono per indirizzare e pubblicare nel libro della Riserva Naturale a cura di Pangea editore una serie di itinerari marini, snorkeling e subacquei già richiesti e sollecitati dal pubblico e dagli amanti del mare . Il turismo internazionale predilige l’offerta balneare di qualità che rappresenta di gran lunga la scelta preferita della nostra clientela privilegiata. Inoltre la proposta di collaborazione con la Soprintendenza del Mare guidata dalla dott.ssa Valeria Li Vigni per attuare la realizzazione di itinerari archeologici subacquei, che auspichiamo dagli anni ’80, non può che impreziosire l’offerta culturale e ambientale che pochi luoghi al mondo posseggono in termini di tanto ristretto spazio. Diventa ovvio individuare nella richiesta espressa dall’associazione “Taormina Mare Blu” uno stridente contrasto tra chi opera per il miglioramento ambientale, la tutela e la valorizzazione di uno tra i luoghi più belli della costa orientale siciliana, e tra un progetto somigliante a tutti gli effetti ad un approdo indiscriminato di battelli a motore, pseudo porticciolo con servizio taxi, navette verso lidi e ristoranti, noleggio di natanti, acquascooter dal rumore assordante, il tutto a danno dell’ambiente marino, della fauna ittica, dell’avifauna, della flora, del paesaggio, della clientela di qualità, della vocazione specifica dei luoghi che tutto accoglie ed abbraccia tranne un’attività portuale lesiva ed inopportuna in quest’angolo di paradiso che è la Riserva Naturale di Isola Bella, allargata al Capo Taormina Villagonia Mazzarò Spisone nella proposta di Parco Marino di Taormina.

“Nel 2019 la Procura della Repubblica di Catania ha emesso una serie di provvedimenti cautelari a danno di numerosi personaggi di “cosa nostra” catanese arrestati per associazione a delinquere durante l’operazione Isola Bella. Secondo l’accusa della Procura e le inchieste della Guardia di Finanza, le attività imprenditoriali tra cui la società Pizzichella Snc che fa capo al signor Francesco Cacopardo, il richiedente la nuova concessione a nome dell’associazione “Taormina mare blu” erano vittime delle estorsioni di appartenenti ai clan mafiosi Santapaola-Ercolano e Cappello-Cintorino. Essi imponevano il pizzo alla Pizzichella Snc e ad altri imprenditori locali. Non da una denuncia delle vittime bensì da esternazioni di collaboratori di giustizia gli inquirenti hanno potuto delineare la situazione di assoluta sudditanza da parte degli imprenditori nei confronti dei clan mafiosi che si dividevano gli incassi spartendosi le porzioni di spiaggia sotto il proprio controllo. Non di rado le tensioni sfociavano in liti furibondi alle quali in un caso abbiamo assistito nella spiaggia di Isola Bella testimoniando l’accaduto alle forze dell’ordine. A Mazzarò le questioni inerenti il possesso e l’utilizzazione di locali di proprietà comunali hanno generato una serie di controversie sfociate in apparenti atti criminosi al vaglio degli inquirenti per quanto è dato sapere. Altro, in merito alla situazione di Mazzarò, nella opposizione al progetto di campo di boe, corridoio di avvicinamento e area di alaggio a Mazzarò”.

“Si preme sottolineare la gravità delle affermazioni di tipo mafioso con minacce non velate al fine di offrire cosiddetta “protezione” agli imprenditori locali che addirittura sarebbe durata a lungo anche in caso di arresti e perfino dopo la morte. Quindi il contesto messo a nudo dalla Procura della Repubblica di Catania e dalla Guardia di Finanza è quello di due clan mafiosi che prendono possesso delle attività imprenditoriali site nella Riserva di Isola Bella interessando sia la baia di Isola Bella sia la baia di Mazzarò, controllandone i movimenti, marcandone il territorio e condizionandone la progettazione imprenditoriale criminosa. Una penetrazione mafiosa allarmante che ha avvelenato gli anni recenti dell’Isola Bella e che costituisce un pericolosissimo antecedente alla economia cittadina taorminese. Pertanto riesce del tutto incomprensibile come da un lato l’Assessorato Regionale del Territorio e dell’Ambiente promuova la istituzione di riserve, la conservazione ed il miglioramento dell’ambiente e dall’altro canto, in contrapposizione al primo, un ufficio periferico di Messina accolga istanze che vanno in palese contrasto con gli interessi precedentemente espressi e condivisi al fine della tutela e della salvaguardia di una porzione di territorio di fondamentale significato politico per lo stesso Assessorato Regionale”. 

“In conclusione l’Associazione culturale ambientale “Patrimonio Sicilia” chiede il respingimento del progetto in oggetto in quanto lesivo di interessi maggiori, ampiamente esposti in narrazione, progetto dietro il quale si intravedono, sulla base dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Catania, identità inquietanti che non devono, in alcun modo né maniera, radicare nel territorio in esame. Si preannuncia altresì, nel caso in cui venisse approvato il progetto in questione il ricorso immediato presso le istanze politiche nazionali nonché al Commissario europeo all’Ambiente il, dott. Virginijus Sinkevicius membro della Commissione europea. Ed infine si tiene a preannunciare in questa sede la proposta di Parco Marino di Taormina, da Villagonia a Spisone, che verrà inoltrata alle autorità preposte seguendo l’iter amministrativo che richiede tale iniziativa”.

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