TAORMINA – La casa municipale di Taormina è alle prese con un anno di grande sofferenza per l’emergenza sanitaria e intanto prova a far quadrare i conti i Palazzo dei Giurati sulle utenze. Nel servizio idrico, in particolare, l’ente è alle prese con un “buco” di 10 milioni di euro, stando a quando emerso nella recente discussione che ha portato all’approvazione del rendiconto 2018.

Per questo, proprio in questi giorni, con due apposite determine dirigenziali, il Comune ha effettuato una ricognizione dei dati, effettuando la cosiddetta “lista di carico” del servizio idrico per l’anno 2020, che comprende 7331 utenze per un importo complessivo di 3 milioni 300 mila 552,86 euro, e quella dell’anno 2019 (col medesimo numero di utenti conteggiati) per un importo di 3 milioni 194 mila 616,56 euro.

“Come da apposito principio contabile – ha spiegato il responsabile del settore, Leo Mangano – le entrate derivanti della gestione dei servizi pubblici sono accertate sulla base della idonea documentazione che predispone l’Ente creditore ed imputate all’esercizio in cui il servizio è reso all’utenza), e tale principio si applica anche nel caso in cui la gestione del servizio sia affidata a terzi”.

La mancata riscossione sulle bollette dell’acqua rimane un problema irrisolto per il Comune di Taormina. E’ una questione che si trascina ormai da parecchi anni, con l’importo delle somme mancanti nelle casse comunali che nel tempo si è consolidato, sino ad approdare per altri aspetti ad indagini delle autorità competenti e poi a pesanti risvolti giudiziari.

Stando all’ultimo bilancio al momento approvato dalla casa municipale, che aggiorna la situazione al periodo 2018, è emersa una sofferenza pari a circa 10 milioni di euro, ai quali se ne aggiungono altri 3 che riguardano la fognatura. Una condizione di sofferenza che, a quanto pare, verrebbe confermata anche negli schemi 2019 e 2020 (di previsione) che il Comune conta di far arrivare quanto prima in Consiglio comunale per la relativa approvazione.

Nel 2016 i crediti complessivi per quanto riguarda i tributi “del Comune ammontavano a 13 milioni 972 mila euro, nel 2017 a 17 milioni 351 mila euro e per il 2018 poi a 18 milioni 673 mila euro. “E nello specifico, se andiamo a guardare chi dovrebbe darci questi 18 milioni, il provento del servizio idrico – ha evidenziato l’assessore al Bilancio, Alfredo Ferraro – dovrebbe darci 10 milioni 038 mila euro, il provento del servizio idrico-fognatura altri 3 milioni. Nel complesso la parte idrica e il sistema integrato dovrebbe darci 13 milioni 176 mila euro. I 18 milioni 673 mila euro in questione rappresentano, da soli, il 70% del titolo terzo del bilancio, con la parte residuale che riguarda poi gli affitti e i cespiti comunali”. E ovviamente il momento di grande crisi, per via della pandemia, complicherà le operazioni di riscossioni, alla luce delle difficoltà di operatori economici e cittadini.

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