Asm Taormina

TAORMINA – Proseguono le schermaglie tra Comune di Taormina e Asm sul dare-avere che rimane un nodo irrisolto tra le parti. Nonostante il verbale di transazione del 28 maggio scorso, il Comune al momento non versa le somme dovute all’azienda, che a sua volta spinge per ottenere i 2 milioni e 800 mila euro e intanto, in assenza di una svolta, l’importo a carico del forziere di Palazzo dei Giurati rischia di tornare ad essere quello iniziale di 7 milioni di euro.

Intanto il Comune ha avviato una verifica sui pagamenti dell’azienda municipalizzata per quanto concerne il ticket di ingresso dei parcheggi, il balzello istituito a suo tempo (nel 2006) dal Consiglio comunale con l’azienda che, come si sa, è chiamata a riscuotere e poi trasferire le somme al Comune. A tal proposito, dopo alcuni ritardi Asm si è rimessa in carreggiata effettuando i vari versamenti attesi dal Comune, con una parte dei pagamenti effettuati sotto la gestione dell’ex liquidatore Agostino Pappalardo e un’altra parte poi con l’attuale liquidatore Antonio Fiumefreddo. Ciò nonostante, il Comune ha avviato ora una ricognizione a cura degli Uffici della Ragioneria. Si tratta, in sostanza, di un accertamento di carattere tecnico e finanziario per accertare le modalità con le quali Asm introita le somme, la procedura e la tempistica con la quale avvengono i successivi versamenti. Asm, ad ogni modo, ha effettuato le operazioni di riversamento della gran parte degli importanti inerenti la riscossione del ticket comunale dei parcheggi (che ricordiamo sono il Lumbi, il Porta Catania, il parcheggio coperto e scoperto di Mazzarò e l’area denominata “La Madonnina”). L’azienda ha girato di recente al Comune vari importi tra cui un saldo degli anni precedenti pari a 9.340 euro, il saldo dell’anno 2019 pari a 249.740 euro e dal 1 gennaio 2020 fino al 31 agosto di quest’anno, pari a 190.199 euro, con un totale di riversamento pari a complessivi 449 mila 279 euro. Asm si è posta così in linea con i pagamenti, ma aveva già versato 2 milioni 036 mila euro il 14 agosto 2018 (anni 2015, 2016, 2017) e poi il 21 agosto 2019 altri 110 mila euro (luglio 2019), e 118 mila euro li ha versati alla casa municipale con atto del 4 settembre 2019 (somma riferita ad agosto 2019). Asm ha ora effettuato dei controlli sui saldi mancanti e li ha riversati.

“Conseguentemente, in relazione alla situazione di cassa – ha spiegato il liquidatore Fiumefreddo – si dovrà attingere al fido bancario con i relativi aggravi di spesa. Asm rimane in attesa di apposita determinazione in ordine alla convenzione da stipularsi con il Comune, per regolamentare l’attività e la funzione di agente contabile”.

Sulla questione c’è l’occhio vigile della Corte dei Conti, che già a più riprese ha invitato Comune e Asm a chiarire i propri rapporti e le parti sono state chiamate ad affrontare i riflessi di un esposto presentato lo scorso febbraio dagli ormai ex revisori del Comune alla Procura generale della Corte dei Conti, nei confronti della casa municipale, per “gravi irregolarità di gestione erariali”: un’accusa pesante sulla quale l’Amministrazione, e Asm stessa, hanno fatto delle controdeduzioni per spiegare in particolare quale sia l’esatta situazione in atto in Asm, che “formalmente è in liquidazione dal 2011” ma – hanno evidenziato i revisori uscenti del comune – “di fatto è operativa svolgendo atti di gestione ordinaria e talvolta anche straordinaria, senza un controllo formale da parte del Comune”.

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