TAORMINA – “Abbiamo sempre fatto il nostro dovere e stiamo facendo la nostra parte, in prima linea e consapevoli dei rischi, anche in questa emergenza ma non si può andare avanti così. Non si può fare una guerra con le fionde, disarmati e costretti ad un’odissea di 8 ore per ricoverare un paziente. Dobbiamo essere messi nelle condizioni di lavorare o si rischia la vita dei malati e la nostra”. Il monito arriva da un medico del 118 di Taormina che così lancia un appello al governo regionale e allo Stato.

La testimonianza raccolta da BlogTaormina spiega quanto avvenuto sabato notte per il trasporto in ospedale di un anziano, un cittadino di 83 anni di Giardini Naxos, risultato poi positivo al Coronavirus. La storia è quella di un’ambulanza che ha iniziato un intervento sabato alle ore 23 ed è rientrata in postazione alle 7.30 di domenica mattina.

“Un gravissimo episodio – racconta il medico – ha interessato sabato notte l’equipaggio dell’ambulanza medicalizzata di Taormina. Alle 23.00 siamo stati chiamati a Giardini Naxos per soccorrere un paziente con difficoltà respiratorie. Giunti sul posto, “imbardati” come da protocollo Covid, dopo aver accertato le condizioni di salute della persona, ed alla luce della dichiarata positività al Covid della figlia, non disponendo del kit del tampone rapido, ho deciso – dopo aver consultato il 118 di Messina – di trasferire il paziente al presidio Covid di Acireale. Giunti lì, è stato eseguito il tampone rapido al paziente che è risultato essere anche lui positivo”.

“Il medico del nosocomio di Acireale mi informava però della mancanza di posti letto, già comunicata al 118 e che io sconoscevo. Dopo questa inaspettata notizia – continua il medico del 118 di Taormina -, ho consultato nuovamente il 118 di Messina che mi ha informato dell’assenza di posti letto Covid sia a Messina che a Catania, tramite il medico di centrale. Infine, dopo lunga attesa vana ad Acireale, ho deciso di trasferire il paziente al Cannizzaro di Catania. Al presidio ospedaliero sono stato, quindi, informato della mancanza di posti letto e di barelle. A differenza di Acireale, il “Cannizzaro” però ha preso in carico il paziente, pur se con la nostra barella. Siamo rimasti poi ad attendere la barella sino alle 6,30 del mattino”.

Da qui l’appello del medico alla categoria degli operatori di primo soccorso: “Chiedo di essere compatti e di chiedere con la massima urgenza il rispetto del protocolli essenziali. Ogni ambulanza ad ogni intervento presunto o accertato Covid dovrebbe essere informata sulla disponibilità dei posti letto sul territorio, avere la possibilità di poter eseguire tamponi rapidi con giusta remunerazione. L’episodio di sabato notte non è e non sarà un fatto eccezionale né unico. Auspico si possa provvedere ad una mappatura continuamente aggiornata dei posti letto disponibili, così da evitare lunghe attese delle ambulanze fuori dal Pronto soccorso con l’aggravio oltretutto di non essere disponibili per altre emergenze”.

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