TAORMINA – La Città di Taormina sollecita la Regione Siciliana a farsi “regione pilota” nella sperimentazione del nuovo vaccino anti-Covid in fase di realizzazione a cura di Astra-Zeneca. La proposta arriva dal presidente del Centro Commerciale Taormina, Salvo Fiumara, che invita il governo regionale a far sì che “la nostra isola possa essere tra le prime in Italia a testare il vaccino, iniziando a proteggere in primis gli anziani e le fasce deboli”.

“In questo momento dobbiamo stare attenti a non aggravare la situazione e a trovare soluzioni che ci consentano di salvaguardare la prossima stagione turistica – ha detto Fiumara -. Per questo, anzichè perdersi in polemiche e contrapposizioni che non servono a risolvere il problema, il nostro territorio deve farsi carico di affrontare, prima degli altri, la sfida della vaccinazione. Ci dicono che forse sarà pronto in primavera, ma non possiamo aspettare, restare fermi e in balia del virus rischiando di perdere anche la stagione 2021. Per questo chiediamo alla Regione Siciliana di proporsi come regione pilota nella sperimentazione del vaccino di Astra-Zeneca, e di non lasciare che prima di noi lo facciano le regioni del Nord. Qui non si tratta più di dividersi tra responsabili e negazionisti, il virus sta facendo registrare una seconda ondata che non sappiamo per quanto altro tempo si protrarrà ma tra le poche certezze di questa pandemia c’è la consapevolezza che colpisce soprattutto gli anziani e i soggetti più deboli, con patologie pregresse. La mortalità media al momento è di soggetti di 80 anni per gli uomini e di 82 tra le donne, perciò bisogna iniziare a proteggere gli anziani e ciò consentirebbe, di riflesso, la possibilità di ridurre il rischio di un aggravio dei ricoveri nelle strutture ospedaliere”.

“Da qui a una settimana capiremo l’evoluzione della vicenda e se torneremo regione gialla potremmo avere un buon movimento già a Natale. Se, invece, dovessimo finire in zona rossa si rischia di rimanere “ostaggio” di questa situazione sino a fine febbraio. L’attuale classificazione in zona arancione si commenta da sola, lo sappiamo tutti, è stata una fuga in avanti rispetto alla quale auspichiamo possa esserci ora un passo indietro del governo”. “Un aspetto da evidenziare di questa fase dell’emergenza – conclude Fiumara – è che la Sicilia, a differenza di altre regioni, è tra le poche che sta continuando a garantire le prestazioni sanitarie anche delle altre patologie. Ora, però, chiediamo che si inizi a testare il vaccino in Sicilia da dicembre e proteggere su 5 milioni di persone almeno 500 mila anziani sarebbe già un primo passo importante”.

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