Giuseppe Conte

Restare premier “neutrale” del governo puntando alla leadership del centrosinistra senza avere una casacca o provare a far nascere un suo partito, a propria immagine e somiglianza? E’ il bivio che attende Giuseppe Conte, sempre più combattuto sulle sue future mosse politiche.

Ci sarebbe anche la terza scelta, cioè fare il leader del Movimento Cinque Stelle ma questa prospettiva non convince Conte, che vuole restare smarcato da Grillo. Restare fuori dalla mischia, super-partes senza un partito alle spalle è un vantaggio ma rischia di diventare un rischio ed è bastato già in più di una circostanza che i presidenti di regione come Stefano Bonaccini si mettessero di traverso perché la debolezza di Conte uscisse fuori.

Allora la tentazione del presidente del Consiglio è quella di costruirsi un partito che possa pescare consensi da una parte e dall’altra dello scacchiere politico, intercettare gli scontenti della sinistra e i moderati che sognano un’altra Dc.

L’unica certezza al momento è che il futuro dell’avvocato Conte sembra essere ancora dentro – e probabilmente alla guida – di una coalizione con PD, LeU, M5S, nello stesso assetto dell’attuale governo, per sconfiggere il centrodestra guidato dalla Lega e da Fratelli d’Italia. Resta da capire se con o senza casacca…

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