TAORMINA – La seconda battaglia contro il Covid è in corso anche a Taormina e lo avevamo detto già nei giorni scorsi che in questa dura lotta per resistere all’avanzata della seconda ondata, la capitale del turismo siciliano potrà mettere in campo un aiuto inatteso e potenzialmente molto importante (a patto, ovviamente, che nel frattempo lo Stato conceda a chi soffre aiuti degni di essere chiamati tali). Il nemico di sempre stavolta può rappresentare un elemento di vantaggio per la città nel momento di difficoltà epocale.

“L’alleato” lo ha invocato in queste ore anche il sindaco di Taormina, Mario Bolognari, ed è la bassa stagione, il momento in cui la città va da sempre “in letargo”, il periodo da qui ai primi mesi dell’anno, in cui si registra la presenza di pochi turisti nel territorio.

“Cerchiamo di tenere ferma questa situazione – ha detto il sindaco -, che per fortuna sta intervenendo nel momento di maggior calo dell’attività turistica. I danni ci sono e ci saranno, sono preoccupanti ma non sono quelli che potrebbero prodursi se noi andassimo nel periodo Natalizio e soprattutto se si spostassimo alla primavera del prossimo anno”. 

Può sembrare un paradossale bestiale in un territorio che di turismo vive e sopravvive e dove il turista è ossigeno vitale per andare avanti. Ma in questo momento il virus flagella di nuovo il mondo intero e come si fa a sperare di poter fare turismo questo inverno? E allora, al netto della folle decisione del governo di classificare la Sicilia zona arancione e far chiudere noi e non altri, la riduzione delle presenze esterne e quindi dell’elemento di promiscuità umana, è l’inatteso “fattore x” che potrebbe dare una mano alla città a contenere il virus, riducendo il margine di rischio che magari qualche caso isolato possa determinare situazioni di ulteriori contagi o un focolaio.

Bisogna fare di necessità virtù, e pur con rabbia e amarezza, prendere atto che da qui a marzo Taormina, come allo stesso modo l’hinterland più vicino dei centri abitati di Giardini Naxos, Castelmola e Letojanni, avrà davanti a sé una sfida ad alto coefficiente di difficoltà: lottare per resistere e farsi trovare pronti all’appuntamento con la prossima stagione, che tutti si augurano sia davvero sinonimo di un rilancio poderoso e definitivo.

E’ storia nota che d’inverno questo territorio abbia sempre lamentato un netto calo dei flussi e si trascorrevano mesi interi a disquisire sulle strade deserte, le chiusure delle attività e una destagionalizzazione nei fatti mai concretizzatasi. Si sperava almeno stavolta di invertire il trend e trarne qualche ristoro dopo il lockdown di inizio 2020, ma la situazione internazionale oggi è talmente complicata ovunque che difficilmente sarebbero arrivati flussi significativi di vacanzieri. Poi, è chiaro che il governo ha dato una mazzata tremenda con il nuovo dpcm e con l’imposizione di nuove chiusure.

Rimaniamo convinti che Taormina ha ottime possibilità per farcela a superare anche la seconda battaglia contro il Coronavirus ma altrettanto evidente è che per resistere a questo inverno di guerra serviranno aiuti immediati e adeguati, che lo Stato faccia la sua parte e che la comunità faccia squadra e si difenda con un forte spirito solidale. Sennò ogni ragionamento si rivelerà vano e tutto il resto si tradurrà in fame e chiusure definitive.

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