Il nuovo dpcm del governo Conte sull’emergenza Covid ha decretato una stretta inattesa e fortemente penalizzante per la Sicilia, individuata come fascia intermedia – cioè arancione – del provvedimento e per questo costretta alla chiusura di tante attività economica. L’inverno è un periodo in cui non si fanno grandi affari per i commercianti, è vero e innegabile ma questa è un’annata in cui chi viene chiuso adesso non ha potuto godere – a differenza degli anni scorsi – di significativi incassi nei mesi precedenti. Per questo ora i bar, i pub, i ristoranti, le pasticcerie, ma anche i piccoli ambulanti e quelli dei mercatini settimanali, tutti coloro insomma che sono stati costretti a sospendere la propria normale attività, chiedono aiuti immediati e adeguati.

C’è bisogno di aiuti veri, non della carità di circostanza e dell’elemosina delle 600 euro del primo lockdown. Dopo ristori e ristori bis lo Stato non metta in atto l’ennesima presa in giro ma sia capace, almeno per una volta, di avere rispetto per la dignità e il diritto alla sopravvivenza dei lavoratori e delle proprie famiglie. Con la disperazione delle persone non si può più scherzare. C’è un inverno davanti che a queste condizioni sembra un Everest da scalare a mani nude. Il tempo delle parole è finito, è l’ora dei fatti. E’ doveroso salvare le persone dal virus, lo è altrettanto non farle morire di fame.

 

© Riproduzione Riservata

Commenti