ROMA (ITALPRESS) – Da Walter Veltroni a Paola Cortellesi, da Marisa Laurito a Pino Quartullo, fino a Enrico Brignano e Flavio Insinna, sono stati molti gli attori e amici che hanno voluto omaggiare Gigi Proietti al Globe Theatre, teatro shakespeariano fondato proprio dall’artista, del quale è stato anche lo storico direttore artistico e che d’ora in avanti sarà chiamato teatro Proietti. Dopo essere stato accolto dalle maestranze e dall’applauso di tanti romani che nonostante il Covid hanno voluto tributare al loro illustre concittadino il giusto riconoscimento, il feretro dell’artista, scomparso proprio nel giorno del suo ottantesimo compleanno, è stato portato a spalla fino al centro del palco, per l’ultima, applauditissima entrata in scena dell’attore. Un battimani infinito, lungo più di 5 minuti, ha infatti preceduto il discorso del sindaco di Roma Virginia Raggi. “Roma rende omaggio a Gigi Proietti, amatissimo dalla sua città. Tante persone ordinate hanno applaudito e guardato un pezzo importante della sua città in questa cerimonia. Roma ha perso una parte della sua anima – ha detto in video collegamento la sindaca, assente perchè positiva al Coronavirus -. Proietti è stato un grande attore, un grande artista, un grande intellettuale, ma soprattutto una grande persona capace di comunicare con tutti. Gigi ha dato tanto ai romani e oggi Roma inizia a restituire. C’è bisogno di sentirlo ancora insieme a noi, non lo vogliamo dimenticare”. Commosso l’ultimo saluto dei tanti allievi al maestro, che dal palcoscenico con le lacrime agli occhi hanno testimoniato l’umiltà, l’umanità e la professionalità di Proietti. A concludere la cerimonia, l’ex sindaco di Roma e amico dell’attore Walter Veltroni, il quale ha spiegato che “se oggi fosse stato un giorno qualsiasi per Gigi sarebbe venuta qui tutta Roma. Gigi ha lavorato ogni giorno per tutti, adorava far ridere gli altri, ovunque e sempre. Si beava degli occhi e del sorriso di chi aveva davanti. Ma era anche un uomo colto, che ha cercato di coniugare per tutta la sua vita cose alte e pubblico. Sei e sarai per sempre per tutti i romani il sor maestro”.
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