Giuseppe Conte

Il nuovo dpcm del governo Conte sull’emergenza Covid dividerà l’Italia in 3 aree con altrettanti scenari di rischio. Le tre aree verranno individuate sulla base di una serie di criteri e serviranno a capire quali restrizioni e limitazioni applicare in ogni singola Regione (o provincia), tra i quali il numero dei casi sintomatici, i ricoveri, i casi nelle Rsa, la percentuale di tamponi positivi, il tempo medio tra sintomi e diagnosi, il numero di nuovi focolai, l’occupazione dei posti letto sulla base dell’effettiva disponibilità. Prima che si arrivi allo scenario 4, dunque al lockdown generalizzato, il governo tenta, dunque, un’altra strategia con un regime differenziato basato su diversi scenari regionali.

ZONA ROSSA. Didattica a distanza per la scuola media e per la scuola superiore. Solo i ragazzi della prima media continueranno in presenza così come quelli della scuola elementare. Tutto il resto (dunque, seconda e terza media, oltre dal primo al quinto superiore) in didattica digitale integrata.

Stop alle attività economiche non essenziali, anche quelli che offrono servizi per la persona. Resteranno aperte solo quelle ritenute essenziali, ricalcando quando già visto in primavera. Le attività industriali dovrebbero rimanere, invece, aperte.

Spostamenti con autocertificazione. Su questo il governo discute con il ministro Speranza che la vorrebbe estendere anche per l’uscita di casa durante il giorno nelle aree a rischio (per andare a lavoro, per accompagnare i figli a scuola).

ZONA ARANCIONE. Didattica a distanza per gli studenti delle scuole superiori (al 100%). Chiusura di bar e ristoranti non solo dopo le 18, ma per tutto il giorno e anche per il week-end. Resta possibile la consegna a domicilio. I servizi per la persona, invece, resteranno aperti, mentre ci saranno limitazioni per il trasporto pubblico. Coprifuoco dalle 21.

ZONA VERDE. Centri commerciali chiusi nel week-end, tutti a casa dalle 21, studenti delle scuole superiori a casa con didattica a distanza al 100%, trasporto pubblico dimezzato (mezzi pieni per il 50%). Stop a musei e mostre.

Nella zona rossa, in cui sono state inserite Lombardia, Piemonte e Calabria (e potrebbero rientrarci anche Alto Adige e Valle d’Aosta) verrà applicato un lockdown cosiddetto “soft”: resteranno aperte solamente le industrie e le scuole fino alla prima media. Il resto seguirà le lezioni da casa. Chiusi tutti gli esercizi commerciali, compresi parrucchieri ed estetisti. Nessuna serrata per i servizi essenziali, ovviamente farmacie e supermercati saranno aperti al pubblico come a marzo scorso. La seconda area è quella arancione di cui fanno parte Puglia, Liguria e Campania e forse anche il Veneto.

Infine, l’ultima zona è quella verde, con regole meno rigide ma comunque più restrittive rispetto al decreto dello scorso 24 ottobre. Qui rientra il resto di Italia e dovrebbe esserci anche la Sicilia se i dati di queste ore dovessero risultare confortanti, con la decisione che comunque, spetterà al Cts. Si farà meno shopping perché i centri commerciali saranno chiusi nel weekend, il trasporto pubblico è dimezzato. Dopo la chiusura di cinema e teatri un altro colpo alla cultura: anche i musei restano chiusi. Alle 21, poi, finisce la giornata: tutti dentro casa quando scatterà il coprifuoco nazionale, salvo ovviamente motivi di salute o lavoro.

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