TAORMINA – “Un altro lockdown sarebbe la mazzata finale, lo Stato deve dare aiuti certi e adeguati, le promesse non bastano più”. E’ il monito lanciato dall’Associazione Imprenditori per Taormina. Così anche a Taormina monta la protesta e si fa sempre più tangibile la preoccupazione degli operatori economici per la crisi economica e il momento di incertezza legato all’emergenza Covid che investe l’Italia. Per questo nella domenica appena trascorsa le attività della città hanno simbolicamente spento le luci delle vetrine.

“Abbiamo voluto evidenziare con questo gesto simbolico il malessere, il disagio e quella che rischia di essere una morte annunciata per le nostre attività – afferma Carmelo Pintaudi, presidente dell’Associazione Imprenditori per Taormina -. Siamo riusciti in qualche modo a resistere al primo lockdown ma adesso è stato raggiunto il limite di sopportazione. Tra gli operatori economici e tra i cittadini c’è grande preoccupazione e ansia. I nostri fatturati sono crollati, siamo al 18% rispetto all’anno scorso, ciò significa che abbiamo perso l’80% rispetto a un anno. Qualcuno magari ha avuto numeri migliori e se ad esempio si fa l’esempio dei supermercati il trend è stato differente, ma in generale, per la gran parte delle attività, i numeri del 2020 sono questi. L’inverno che sta arrivando rischia di rappresentare il capolinea per diverse attività. Siamo sempre stati ottimisti ma non possiamo non essere realisti e prendere atto di una realtà troppo complicata da affrontare, in assenza delle necessarie condizioni che permettano alle imprese e soprattutto a quelle più piccolo di rimanere in piedi. Lo Stato è assente, il governo Conte è inadeguato e sta sbagliando tutto con una serie infinita di inutili dpcm, la Regione Siciliana non ci ha dato alcun supporto, e l’immobilismo si riflette anche in ambito locale”.

“In queste condizioni, con le difficoltà lasciate in eredità dal primo lockdown che si sommano a quelle ancora attuali e al serio rischio di un altro lockdown – continua Pintaudi – non si può andare avanti e non si può far finta di niente. Non ci si può nascondere dietro lo slogan del “ce la faremo”: noi siamo i primi ad avere questa speranza e stiamo lottando con tutte le forze per resistere, ma come possiamo farcela se lo Stato non ci aiuta e ora vuole chiudere tutto di nuovo?”.

“Stiamo andando incontro ad un inverno tristissimo – evidenzia il presidente di Aipt -. La gente ha paura e il clima di allarme che c’è in Italia non aiuta. Non ci fidiamo del premier Conte e del governo. Hanno disatteso le promesse degli aiuti che erano necessari e perciò siamo scettici anche su quello che promettono adesso. Siamo molto preoccupati anche in vista della stagione 2021, non basta la rassicurazione che arriverà il vaccino quando ancora su questa emergenza rimangono parecchi lati oscuri. Non c’è una programmazione e non c’è chiarezza, soltanto una grande confusione”.

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