Hanno faticato per costruire con le loro mani il Paese, hanno garantito il sostentamento economico (e continuano a far campare) con le loro pensioni intere generazioni di familiari, figli e nipoti ma adesso non servono più. Il Covid ha mandato ormai “in pappa” il cervello e quel pò di residua coscienza di un’Italia ingrata, pronta a sacrificare gli anziani sull’altare della pandemia. Le vecchie generazioni che rappresentano la memoria, il cuore e l’anima dell’Italia secondo qualcuno “non sono indispensabili”, non sono necessari per “salvare l’economia”, e vanno persino rinchiusi in casa dai 70 anni in poi (peccato che il virus gli venga poi portato comunque tra le mura domestiche..).

E’ il punto più basso di un’Italia che ha raggiunto il fondo e lo ha oltrepassato, non ha più rispetto della terza età e la vuole rottamare, ritenendola con la presunzione della propria ignoranza l’agnello sacrificale di una pandemia che avanza senza alcun freno. Gli anziani secondo qualcuno devono pagare con la propria vita, come quelle migliaia di vecchietti morti in circostanze allucinanti nelle Rsa nei mesi scorsi. L’essere umano è arrivato a livelli tali di ipocrisia e squallore da ritenere che la soluzione per la lotta al Coronavirus sia il massacro degli anziani? Qualunque sia la risposta, si ha la netta sensazione che al pericolo della pandemia si stia sovrapponendo quello non meno inquietante della follia dilagante di chi non ha neanche capito come contrastare l’emergenza. Si potrebbe dire tanto ma in fondo basta poco per qualificare la demenzialità di questo cinismo generazionale. Una sola parola: vergogna.

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