Manca soltanto la conferma ufficiale ma la lotta al Covid in Italia è arrivata ad un punto di non ritorno ed è imminente un nuovo lockdown che sta per scattare per la seconda volta nello stesso anno. La curva sale, i contagi aumentano in modo sinora inarrestabile e la pandemia è fuori controllo. E c’è già una data in cui dovrebbe verificarsi il ritorno al lockdown: il 9 novembre.

La maggioranza è ancora divisa sulla questione ma l’idea sulla quale, alla fine, si troverà un’intesa è che il nuovo lockdown possa essere più morbido rispetto a quello della scorsa primavera, sulla scia di quanto disposto in Francia nelle scorse ore: quindi resterebbero aperti uffici, aziende e fabbriche, mentre chiuderebbero i negozi (a eccezione di quelli di genere alimentare) e le uscite sarebbero consentite esclusivamente per fare la spesa, andare al lavoro, dal medico o per portare i bambini ai nidi o alle elementari. Verrebbero vietati inoltre gli spostamenti oltre i confini comunali e regionali, con lockdown territoriali molto più rigidi nelle città più colpite dal virus. In tal senso Milano e Napoli sarebbero le prime a essere colpite dalle restrizioni. L’obiettivo di queste disposizioni sarebbe quello di ridurre al minimo i contatti tra familiari non conviventi e amici (che secondo le stime generano il 75% dei contagi) e fermare gli affollamenti sui mezzi pubblici.

“L’epidemia è in rapido peggioramento e risulta compatibile, a livello nazionale, con lo scenario di tipo 3. Questo prevede l’interruzione di alcune attività sociali-culturali maggiormente a rischio”, ha spiegato Conte riferendosi alla situazione attuale e dopo aver esaminato il report del comitato tecnico e scientifico sull’andamento dei numeri della pandemia in Italia. Ciò non esclude che, in caso di peggioramento, si possa però passare a questo nuovo “scenario 4”: un lockdown appunto meno duro rispetto a quello vissuto tra marzo e inizio maggio, in modo tale da “non uccidere l’economia”.

Il Governo si è dato qualche giorno ancora di tempo per monitorare la curva epidemiologica del Paese, ma sembra esserci poco da fare, i contagi non si fermano e il virus non arretra di un millimetro, avanzi anzi ovunque in tutte le regioni del Paese. Si stanno valutando le specifiche situazioni territoriali, in accordo con le Regioni, per stabilire come e quando intervenire per mettere un freno alla crescita esponenziale dei contagi degli ultimi giorni, con i pronto soccorso allo stremo e le terapie intensive in molti casi già vicino alla saturazione.

Attenzione massima verso l’indice Rt, l’indice di trasmissione del virus. I contagi hanno raggiunto quota 30 mila al giorno e stanno catapultando l’Italia dall’attuale scenario 3 al 4, il più grave tra quelli delineati dall’Istituto Superiore di Sanità, già segnato in rosso qualora l’Rt dovesse schizzare sopra la soglia di 1,5.

Dunque si va verso una nuova limitazione agli spostamenti, saranno consentiti soltanto per motivi di lavoro, salute o di necessità, come fare la spesa, e forse tornerà l’obbligo di autocertificazione.

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