La scienza continua a dividersi sul Covid tra chi si dice ottimista sull’arrivo in tempi brevi del vaccino contro il virus e chi ritiene che ci vorranno ancora un paio di mesi. Il virologo Guido Silvestri, della Emory University di Atlanta, si dice convinto che svolta sia vicina.

Silvestri invita alla calma e alla fiducia: “La cavalleria degli anticorpi sta arrivando, e mentre aspettiamo – con noi del settore che lavoriamo per farli arrivare in Italia al più presto – cerchiamo tutti di stare calmi (keep calm and carry-on, come dicevano gli inglesi sotto le bombe di Hitler), e di non fare scelte che potremmo rimpiangere amaramente, come quella di un lockdown generalizzato o di richiudere le scuole. Nervi saldi, niente panico, usiamo il cervello ed il buon senso. E’ uscito ieri sul New England Journal of Medicine, la Bibbia della ricerca clinica, il primo studio dell’anticorpo monoclonale neutralizzante LY-CoV-555 (alias Brenno)”.

“Risultato principale: se usato ai primi sintomi, riduzione del rischio di finire in ospedale del 72% (da 6.3% a 1.6%). Dai dati preliminari dell’uso insieme a Dodi (LY-CoV-016) — non in questo articolo — la riduzione di questo rischio sale ad oltre 85% nei soggetti a rischio (età >65 anni e BMI > 35). Poi ci sono anche Fede e Luca, cioè i due anticorpi di Regeneron (REGN10933 e REGN10987), quelli dati a Trump, che hanno dato risultati simili, forse anche un po’ migliori. Per non parlare di altri in via di sperimentazione, tra cui quelli potentissimi di GSK, previsti per marzo, e i famosi nanocorpi per spray nasale (le “truppe cammellate”, per cui ci vorrà più tempo)”.

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