TAORMINA – Crescono i contagi da Covid in tutta Italia e nel mondo e anche a Taormina è cominciata la seconda battaglia contro il virus. Lo immaginavamo ed era presumibile che anche da queste parti fosse ormai prossima l’ora della resa dei conti contro la pandemia verso quello che dovrebbe essere lo scontro finale di questa guerra a un nemico invisibile.

Nella capitale del turismo siciliano la situazione resta ancora confortante, diciamolo con cauto ottimismo, i contagi totali sono ancora pochi e lo stato delle cose è ben diverso da altre zone del Paese dove il Coronavirus sta facendo registrare dati pesantissimi di proporzioni a dir poco inquietanti.

Ma nelle ultime ore i contagi a Taormina sono saliti dagli 11 di lunedì scorso all’attuale quota 26, con 15 persone positive che raddoppiano il dato complessivo in città. E’ un segnale che pare essere in linea con la tendenza del quadro nazionale, è una statistica da vedere senza panico e senza allarmismi ma con la massima attenzione. Il mondo è in guerra e a fine ottobre è arrivata anche a Taormina la chiamata alle armi.

A seguito dei tamponi effettuati questa settimana, ulteriori comunicazioni ufficiali di altri nuovi contagi nei centri dell’hinterland, per altro, arriveranno a breve, a conferma che ormai la minaccia può nascondersi ovunque. La seconda ondata non sta guardando in faccia nessuno.

La curva sale, a Taormina – come nell’hinterland – la seconda battaglia adesso è ufficialmente iniziata. Resta da capire se ci sarà o no un altro lockdown ma questo lo si vedrà da qui a pochi giorni. In ogni caso, in attesa del vaccino ma soprattutto aspettando che lo Stato faccia la sua parte per aiutare chi non ce la fa più, ora l’unica cosa da fare è quella di serrare le fila e cercare di resistere.

Rinnoviamo l’appello a rispettare le regole. Bisogna mettere la mascherina, senza se e senza ma. Le chiacchiere stanno a zero. La prudenza di una comunità diventa l’elemento determinante per difendere se stessi e i propri cari e per salvaguardare questo territorio dall’avanzata del virus. E’ l’ora del senso di responsabilità di tutti, a maggior ragione se si vuole mettere la città nelle condizioni di farsi trovare pronta all’appuntamento con la primavera 2021 e la prossima stagione turistica.

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