Alberto Zangrillo

E’ botta e risposta al vetriolo sull’emergenza Covid tra il professor Massimo Galli, responsabile del reparto di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, e il prof. Alberto Zangrillo, Primario di Terapia Intensiva del San Raffaele di Milano.

“Credo che sia apprezzabile – ha detto Zangrillo – una gradualità d’intervento che consenta al CTS di prendere misure coerenti e proporzionate alla realtà che stiamo attraversando. Quelli che sono più ottimisti, che hanno dimostrato meno enfatizzazione in termine catastrofista sono coloro che hanno un contatto più diretto con la realtà clinica. Galli? Ha un’antica militanza sessantottina di cui si fa vanto. Gli do un consiglio: mi denunci, e chiudiamola qua”. Zangrillo ha poi spiegato perché lo scenario attuale non può essere letto come disastroso. “I ricoveri in terapia intensiva sono una netta minoranza. Il 65% delle persone che si presentano nei nostri Pronto Soccorsi viene dimesso entro le 9 ore“.

Immediata la replica di Galli: “Non posso querelarlo perché il reato di negazionismo e riduzionismo non esiste in questo paese. Forse per fortuna… Ciascuno è responsabile di quello che dice e delle basi scientifiche su cui parla. Se lui ritiene di essere stato attaccato, è un problema suo. Il mio problema non è occuparmi di questa persona o di altri che hanno passato l’estate a dire cose che puntualmente non si sono avverate”. Poi aggiunge: “Non mi voglio iscrivere tra coloro che hanno sottovalutato la cosa neanche vagamente. Mi è anche costata la cosa, perché passare da costante menagramo non è divertente nemmeno nelle relazioni sociali che qualcuno può intrattenere”.

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