Il Covid non molla la presa e alle porte potrebbe esserci un uragano socio-economico in grado di spazzare via un ulteriore pezzo importante del turismo italiano. E’ lo scenario che si prospetta si dovesse decidere, nell’immediato, di far scattare un secondo lockdown e relativo blocco totale delle attività, il turismo potrebbe perdere nel nostro Paese, nei soli due mesi finali dell’anno in corso, 13 milioni di arrivi e 35 milioni di presenze con una contrazione della spesa per 4 miliardi di euro. Il quadro emerge da una stima dell’Istituto Demoskopika, sulla base di dati rilevati da alcune fonti quali Siope, Banca d’Italia, Istat, UnionCamere e Cerved.

Quasi 100 mila imprese del comparto turistico italiano, inoltre, rischierebbero il fallimento a causa di una ulteriore perdita di solidità finanziaria con una contrazione del fatturato pari a circa 23 miliardi di euro. Una mortalità imprenditoriale che si ripercuoterebbe immediatamente sul mercato del lavoro con una perdita di ben 440 mila posti. Segno negativo anche per le casse comunali, con mancati incassi sempre secondo questo studio, stimate potenzialmente in soli 60 giorni per oltre 84 milioni di euro.

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