Il quasi lockdown in cui è sprofondata l’Italia arroventa un clima già molto difficile nel Paese. Le piazze bruciano, la gente scende in piazza. Abbiamo visto scene inaccettabili, ci sono state infiltrazioni di facinorosi e sacche di violenti acefali, i vigliacchi che se la prendono in modo miserabile con le Forze dell’Ordine – che non hanno nessuna colpa e a cui va, anzi, la massima solidarietà – ma ci sono anche tante altre persone perbene che urlano la loro rabbia e cercano di protestare ed esprimere in modo civile il sentimento di paura e disperazione. E’ un grido di dolore corale che per una volta unisce un Paese annesso e mai unito.

C’è un popolo che ha subito in silenzio il primo lockdown e lo ha accettato ma che adesso, invece, sta manifestando il proprio risveglio dal sonno dogmatico e dal silenzio tombale di una prolungata passività verso anni di scelte infelici della politica italiana, indistintamente dai discorsi di sinistra, di destra o di centro. Oltre il suo fatalismo e la sua pigrizia atavica, l’Italia s’è desta.

Sembra esserci una presa di coscienza collettiva che stavolta ogni cittadino si gioca tutto e non si può rimanere con le mani in mano. O si lotta, si resiste e si sopravvive o si fallisce, si chiude e si muore, con migliaia di famiglie sprofonderanno nel baratro terribile della fame. Il Covid non molla e intanto le soluzioni per contrastare l’emergenza sanitaria e la crisi economica non funzionano e rischiano anzi di aggravare un quadro già drammatico. Da un lato c’è un governo che arranca decreta le prime chiusure verso un secondo lockdown, dall’altro le opposizioni che cavalcano l’onda del “tutti aperti” non perché ci credano ma per cercare di cavalcare la tigre del dissenso.

Le risposte alle categorie produttive non sono arrivate e il dodicesimo dpcm rischia di spingere il Paese al massacro dei ceti medi e delle classi lavoratrici, così da Napoli a Catania, Palermo e Roma, Terni, Genova, Torino, Treviso, Milano e Trieste, le piazze diventano un campo di battaglia. La violenza era e resta una cosa sbagliata e inaccettabile, da condannare senza se e senza ma. Ma la protesta già esplosa rischia di diventare incontenibile, con la voce di un pacato e pacifico dissenso alla quale si affianca e si sovrappone la discesa in campo delle frange dei violenti.

E allora c’è un solo modo per provare a riportare la calma. Dare aiuti veri e concreti ai cittadini, al più presto, alle attività penalizzate da chiusure e restrizioni. Non si lascino da soli quelli che appartengono alle fasce più deboli e indifese. La chiave per rasserenare gli animi è nella capacità che avrà lo Stato di dare risposte nel più breve tempo possibile e senza limitarsi alle mance una tantum e le elemosine da 600 euro di questi mesi, mentre tante persone ancora aspettano la cassa integrazione di giugno. Sostenere chi non ce la fa e non riesce a resistere a questa seconda ondata, al virus e allo tsunami economico e sociale che si sta abbattendo su tutto il territorio nazionale. Non basta lo stop alla seconda rata Imu, bisogna cancellare tasse e imposte del 2020, decretando l’anno bianco per motivi eccezionali da vera e propria emergenza di guerra. La gente si è incazzata e vuole difendere con le unghie e con i denti il pezzo di pane. Lo Stato faccia la sua parte e che almeno per una volta prevalga l’interesse nazionale sulle logiche della burocrazia, si dia priorità alla vita e non alle carte bollate. Bisogna comprendere il momento e gettare il cuore oltre l’ostacolo, senza dividersi nelle solite liti di palazzo tra maggioranze e minoranze. Conte, Zingaretti, Renzi, Salvini, Meloni e Berlusconi smettano di contrapporsi e trovino un punto di convergenza. Mentre l’Italia brucia e affonda, c’è un popolo sul ponte del Titanic che chiede di essere salvato e non non vuole affogare.

Il tempo delle promesse e delle illusioni è finito. Non servono troppi discorsi, basta una frase e un concetto per rendere il senso di quello che stiamo vivendo: lavorare per sopravvivere è un diritto, chinare la testa e pagare le tasse non è un dovere. Non più.

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