Depuratore di Taormina e Naxos
il depuratore di contrada Pietre Nere

TAORMINA – “Il servizio dovrà essere trasferito all’Ati Idrico ma nel frattempo si può procedere alla ricomposizione temporanea dell’assemblea”. Lo ha deciso e comunicato l’assessorato alle Autonomie Locali ai quattro Comuni di Taormina, Giardini, Letojanni e Castelmola, soci del Consorzio Rete Fognante, che così chiude ufficialmente l’accertamento ispettivo effettuato sulla situazione gestionale nell’ente consortile, che in particolare aveva riguardato la regolarità della composizione dell’assemblea ma allo stesso tempo viene confermato che le attività di depurazione dovranno essere trasferite subito all’Ati Idrico. Una prospettiva che rischia di portare, quindi, alla chiusura del Consorzio.

Di recente, come si ricorderà, la Regione con una precedente comunicazione ha “assolto” i sindaci del Consorzio sulla discussa decisione, a suo tempo assunta, di entrare a far parte del CdA del Consorzio e dunque avocare a sé quelle cariche e determinante si era rivelata la mossa dei sindaci di revocare le rispettive determine con le quali erano stati indicati e nominati i propri rappresentanti nell’assemblea.

Adesso da Palermo è stata inviata una nota al sindaco di Taormina e alla Corte dei Conti nella quale si relaziona sull’intervento ispettivo effettuato e si trasmette la relazione conclusiva. “Il 17 agosto – scrive la Regione – è stato inoltrato lo stralcio della relazione ispettiva nella quale sono state compendiate le irregolarità riscontrate in sede di accertamento da parte dell’ispettore incaricato, contestate con la medesima nota. Pertanto, preso atto delle controdeduzioni fornite dal sindaco di Taormina, il 17 settembre scorso, si conclude il procedimento ispettivo con la formulazione del provvedimento”. “Per la revisione dello statuto consortile – continua l’assessorato – si prende atto di quanto dichiarato dal sindaco sull’adeguamento dello stesso alla normativa vigente, tenendo conto che la materia di affidamento e gestione del servizio idrico integrato è demandato alle Ati, alla luce della sentenza di incostituzionalità della legge regionale n.19 dell’11 agosto 2015, pronunciata con atto n.93 del 7 marzo 2017 dalla Corte Costituzionale”.

“Considerato che si dovrà procedere al trasferimento del Servizio Idrico Integrato all’Ati nell’immediatezza – conclude la nota – si condivide la ricomposizione temporanea dell’Assemblea del Consorzio per dare continuità alla gestione del servizio medesimo, la ricomposizione è necessaria per porre in essere tutte le procedure per il passaggio di gestione all’AtI. Ciò premesso, nell’ambito delle competenze ascritte a questo Dipartimento regionale delle Autonomie locali, pur ritenendo conclusa l’attività di ispezione, si formula al riguardo espresso invito a comunicare l’avvenuto trasferimento del servizio idrico all’Ati”.

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