ROMA – “Il ministro Di Maio si conferma un apprendista politico che fatica a comprendere il peso del ruolo di governo che ricopre e non si assume gli obblighi istituzionali e morali ai quali è chiamato. Il 15 ottobre scorso in occasione del question time in Senato ho chiesto al ministro di adoperarsi per recarsi personalmente in Libia a verificare lo stato di salute dei 18 marittimi italiani ostaggi in Libia dal 1 settembre scorso ma, a dispetto delle solite promesse fatte in aula, nulla è cambiato, neanche una videochiamata è stata fatta ai familiari che da settimane chiedono di vederli o sentirli almeno”. Lo afferma la senatrice Urania Papatheu, parlamentare di Forza Italia.

“I nostri connazionali – spiega la sen. Papatheu – sono ancora nelle mani di Haftar e le loro famiglie sono disperate e in condizioni di indigenza economica ormai senza aiuti. Anzichè occuparsi notte e giorno di questo caso e fare tutto il possibile per riportare a casa i 18 pescatori, Di Maio insegue visibilità, fa l’esperto di Covid e lockdown, invade altri campi e tratta temi che non gli competono”.

“Di Maio non ci rassicuri che “salverà il Natale” degli italiani: vada subito in Libia, senza nascondersi nell’alibi del silenzio per l’intelligence. Si adoperi affinché le famiglie possano intanto vedere e sentire i loro cari. Sia degno per una volta di fare il ministro e abbia un sussulto di autorevolezza. I 18 italiani non devono rimanere un minuto di più in Libia”.

© Riproduzione Riservata

Commenti