ROMA – “La chiusura di cinema e teatri rischia di uccidere un settore già agonizzante, ignorato dal governo Conte sin dal lockdown e mai degnato di un aiuto. Artisti e lavoratori sono stati umiliati e abbandonati, e ora un governo incapace di fermare il Covid, pronuncia con questo ennesimo dpcm la condanna a morte della cultura che da sempre ha reso l’Italia un Paese ammirato e invidiato nel mondo. Nessun rispetto per artisti, elettricisti, attrezzisti, macchinisti, parrucchieri, truccatori, sarte, scenografi ridotti alla disperazione”. Lo afferma la sen. Urania Papatheu, esponente di Forza Italia.
“Alcuni hanno preso 600 euro a marzo e 600 euro ad aprile, altri non hanno ricevuto neanche quella misera mancia e hanno affrontato l’emergenza con qualche risparmio ormai finito. I protocolli di sicurezza sono necessari ma non si può fermare di nuovo un intero settore già in grave crisi, dopo averlo riaperto al minimo della capienza, con poco pubblico e incassi irrisori per le produzioni”.
“Chiudere cinema e teatri significa decretare la morte sociale del Paese. L’arte non può morire di Covid, ma neanche di dpcm, per questo FI farà una grande battaglia affinchè la cultura non venga uccisa da un cast di comparsanti istituzionali allo sbaraglio”. 

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