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TAORMINA – Il voto per la democrazia partecipata premia l’impegno del Comitato “Amo Mazzeo” che stravince la consultazione svoltasi in tutta la città fra i tre progetti ammessi alla competizione del 22 ottobre 2020. Ma il risultato di questa iniziativa, oltre a imprimere finalmente una svolta che consentirà la realizzazione dell’area giochi a Mazzeo (senza dimenticare che il progetto comprende anche un’altalena e uno scivolo per Taormina centro e Trappitello), assume una valenza simbolica che va al di là dei numeri.

Mazzeo ha mostrato senso di comunità, si è compattata e ha centrato l’obiettivo. A prescindere dal fatto che si trattasse di far realizzare dei giochi, stavolta i “mazzioti” hanno lanciato un segnale alla città e uno squillo al palazzo sulla volontà della gente di riprendersi una centralità che da troppo tempo è venuta a mancare. Se ciò rimane un fatto isolato e circoscritto a questo episodio, avrà una valenza comunque apprezzabile ma se Mazzeo dovesse rispondere nello stesso modo anche ai prossimi appuntamenti, diventerebbe un fatto decisamente più importante.

Da un ventennio ormai, Mazzeo è rimasta al palo, considerata periferia da chi potrebbe e dovrebbe tenerla in ben altre condizioni. E’ stata relegata alla dimensione di piccolo feudo elettorale dove andare a prendere un paio di voti ogni cinque anni, col carico di qualche illusoria promessa in libertà e poi tanti saluti. Una frazione ad uso e consumo estivo, dove farsi il bagno a mare a luglio e agosto, e poi far scattare la dura legge del “vorrei ma non posso” e allora “me ne fotto”. E’ un discorso – per intendersi – che si è tradotto in una scarsa attenzione senza distinzioni da parte delle varie Amministrazioni generali succedutesi al governo della città. “Non ci sono soldi in bilancio” è la costante di tutto questo tempo, e non è blasfemo pensare che senza la democrazia partecipata e il “blitz” del comitato “Amo Mazzeo”, i giochi a Mazzeo li avrebbero visti col binocolo o magari finalmente fra altri 20 anni. Figurarsi in tempi di pandemia.

Ancora adesso qualcuno forse è convinto che tenere in considerazione Mazzeo significhi farsi una passeggiata quando c’è bel tempo, sparare qualche fesseria social e farsi vedere una tantum alla Santa Messa. Ma il mondo, in fondo, è bello così, perché tutti e nessuno escluso hanno la loro funzione sociale e non ci sarebbero gli intelligenti se non ci fossero gli opposti.

In fondo basterebbe poco per restituire tutto un altro volto a Mazzeo, una frazione da considerare un gioiello. E se si riuscisse ad andare oltre la logica di qualche intervento tampone una tantum se ne avvantaggerebbe l’intera città. Non servono scienziati per comprenderlo.

Chissà cosa ne penserebbe la buonanima di Franco Trifiletti, uno che Mazzeo l’ha difesa sul campo e sul serio e ha fatto tante battaglie con straordinaria determinazione per dare dignità a questo territorio.  Di sicuro si sarebbe complimentato con i ragazzi/e di “Amo Mazzeo” e li avrebbe esortati ad andare avanti con la stessa compattezza per altre battaglie. Toc toc, scusate il disturbo, Mazzeo esiste.

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