Giuseppe Conte

Natale con il lockdown per fermare il Coronavirus. L’ipotesi che sembrava impensabile comincia a materializzarsi come una possibilità concreta. La seconda ondata del Covid avvicina l’Italia alla prospettiva di un’altra chiusura generale come quella dello scorso inverno, che stavolta minaccia di infliggere un colpo mortale a tante attività economiche già allo stremo e a rischio chiusura. Tutti smentiscono e si affretteranno a dire che il lockdown non si verificherà ma molti sono convinti che il lockdown ci sarà. L’aumento vertiginoso dei contagi, alla fine, a detta anche di una parte della comunità scientifica spingerà il governo verso una valutazione concreta di questa decisione.

Intanto, un indizio che magari (speriamo) si rivelerà soltanto una casualità che troverà una ragionevole spiegazione o che, in realtà, forse è già una sentenza su quello che ci attende arriva dal sito di Italo e di Trenitalia.

Se provate a prenotare un treno sul sito di Italo dopo il 12 dicembre, non ve lo permette: le date non sono selezionabili. Sul sito di Trenitalia invece fa scegliere le date e poi però ”non ci sono soluzioni disponibili”, neanche sul Roma-Milano, in nessun giorno di dicembre dopo il 12.

Come mai? Da sempre si può prenotare un treno a meno di due mesi di distanza, soprattutto nel periodo delle feste. Il servizio clienti degli operatori ferroviari, fa sapere che quest’anno il cambio dell’orario avverrà più tardi dell’anno scorso, il 13 dicembre, e che per questo le tratte ancora non sono disponibili.

Come riporta Dagospia, l’anno scorso il 17 ottobre c’era già disponibile il 75% dei treni negli orari natalizi anche se il cambio sarebbe avvenuto il 15 dicembre, nel 2018 la stessa cosa avveniva l’8 ottobre, nel 2016 addirittura il 3 ottobre (per il 40% dei convogli).

C’è aria di lockdown, il virus non molla la presa e, mentre i contagi sono arrivati alla media quotidiana di 16 mila, adesso si va alla stretta finale con i prossimi giorni che diventeranno probabilmente cruciali per determinare la direzione dell’emergenza e uno scenario che, in caso di nuova chiusura totale, già mette i brividi agli italiani.

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