“Invece di rincorrere il virus, bisognava subito controllare a tappeto la situazione epidemiologica con l’obiettivo di fare 60 milioni di tamponi! Avete capito bene, 60 milioni: uno per ogni italiano. Non mi si venga a dire che non si poteva fare, i tamponi e i reagenti oggi te li tirano dietro e li fabbricano almeno 50 aziende, non come in primavera quando c’era un solo modello cinese”. Lo ha dichiarato l’ex capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso.

“Gli ospedali italiani – secondo Bertolaso – dovrebbero alleggerire prima possibile i loro reparti Covid e distribuire i malati per curarli meglio. Spesso ciò non avviene per ragioni economiche: il drg (Diagnosis related groups: il sistema di retribuzione degli ospedali per ogni attività di cura, ndr): riconosce 2.000 euro al giorno per ogni paziente di Covid-19. Un ospedale con 100 malati di Covid in reparto riceve dalla propria Regione, e quindi dallo Stato, 200.000 euro quotidiani. Come si può pensare che spontaneamente i vari ospedali si privino di malati di Covid per mandarli altrove?».

«L’intero sistema sanitario rischia di non reggere in modo omogeneo alla seconda ondata anche perché c’è un evidente squilibrio nella distribuzione dei medici provocato dalle scelte governative. A marzo, la Protezione civile ha assunto in fretta e furia medici e infermieri da dirottare verso le zone rosse del Nord; Ognuno di questi medici guadagnava 300 euro al giorno, più vitto e alloggio pagato, contro una media nazionale di 100 euro al giorno. Risultato: una fuga di personale sanitario che ha depauperato le altre Regioni, mettendo in seria difficoltà le strutture del centro-sud».

“Il lockdown lo facevano già i Romani e gli Ateniesi, ma perfino gli Egizi 5000 anni fa. Qui mancano le contromisure propositive! Dov’ è la soluzione se mi chiudi dentro casa ma poi mi costringi a dieci ore di fila per fare un tampone? E perché ancora oggi c’è un sostanziale disallineamento tra le Asl e gli ospedali? Perché gli organici sono ancora insufficienti? Restiamo uniti ed evitiamo le polemiche sterili, sono d’accordo, ma sappiamo da tempo che i medici ospedalieri e i presìdi sul territorio erano in difficoltà; che i medici di base, quando riescono a rispondere al telefono, mandano i pazienti in ospedale ai primi sintomi. E non soltanto manca il filtro sui territori, c’è bisogno di maggiori attrezzature diagnostiche e sanitarie. Non è soltanto una questione di pianta organica».

“Siamo a metà ottobre – conclude Bertolaso -, ne riparliamo il 15 dicembre. Dobbiamo fare come in Fiera e a Civitanova, creare subito dei team di pronto intervento medici e paramedici sul modello delle caserme dei Vigili del fuoco: quando il personale sarà stremato, bisognerà farlo riposare e avere dei sostituti freschi già pronti”.

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