la frana di contrada Lappio
la frana di contrada Costa don Lappio
TAORMINA – Svolta per la frana di contrada Lappio a Taormina. La struttura contro il Dissesto Idrogeologico presieduta sovrintesa dal presidente Nello Musumeci e diretta da Maurizio Croce ha finanziato per circa 700 mila euro la progettazione esecutiva per il consolidamento del versante afflitto ormai da 17 anni da una frana sin qui mai messa in sicurezza. L’annuncio è arrivato direttamente dal Commissario di Governo contro il Dissesto Idrogeologico – Regione Siciliana
“Con un importo di poco superiore ai settantamila euro – rende noto adesso la Regione -, è stata finanziata la progettazione esecutiva per il consolidamento di contrada Costa Don Lappio. E’ il segnale, concreto, di una vera e propria inversione di tendenza rispetto al passato”. Il versante interessato è quello a nord-est del centro abitato, caratterizzato da una forte acclività e con una classificazione R4, di rischio molto elevato.
Per sistemare questo costone il Comune aveva intercettato quasi un decennio fa, nel 2012, un finanziamento da 851 mila euro, ma quei lavori non sono mai scattati. La gara d’appalto venne espletata e venne anche individuata la ditta che avrebbe dovuto eseguire le opere ma il cantiere non fu mai avviato e la gara venne bloccata dal Comune. Da quel momento la vicenda è rimasta nel limbo e l’iter previsto con quel finanziamento è andato in fumo. Ora però sarà la struttura per il Dissesto Idrogeologico a farsi carico di questo piano di interventi.
Il punto si trova, per l’esattezza, nell’area compresa tra il casello autostradale e il centro urbano, con il cimitero monumentale nella parte a monte, e nella quale tra il 2003 e il 2004 e negli anni a seguire si sono verificate frane e smottamenti che hanno danneggiato alcune abitazioni, infrastrutture e provocato il cedimento della pavimentazione di via Mario e Nicolò Garipoli, accesso principale alla città. La zona manifesta una complessa situazione di degrado dei fronti del vallone, in continuo stato di evoluzione. I compluvi sono oggetto di abbondanti fenomeni di ruscellamento superficiale e manca un’adeguata regimentazione delle acque. I dissesti continui traggono origine dal continuo scalzamento al piede ad opera delle acque provenienti da monte.
“Il progetto – ha evidenziato la Regione Siciliana – ha l’obiettivo di arrestare i fenomeni di instabilità, con opere di consolidamento del versante e una corretta canalizzazione idrica. Prevista la pulitura ad opera di rocciatori, con disgaggi superficiali allo scopo di rimuovere tutti quegli elementi lapidei di modeste dimensioni, tramite l’uso di leve o martinetti idraulici. Si procederà inoltre con la collocazione di pannelli di rete in aderenza e di paramassi e con la tirantatura diretta dei massi instabili di grandi dimensioni”.

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