Trasformatore in olio al Capalc
anche un trasformatore in olio al Capalc di Taormina

TAORMINA – Beni per un valore di quasi 300 milioni di euro ma un patrimonio che si sta sgretolando e tanti immobili ormai sprofondati nel più totale degrado e abbandono. La situazione del patrimonio comunale di Taormina è da allarme rosso e la conferma eloquente impietosa è arrivata dalla ricerca di una sede alternativa temporanea per la scuola dell’infanzia con l’Amministrazione che non riesce a trovare un solo edificio comunale idoneo a poter accogliere i 50 bambini che non possono rimanere nell’attuale sede della “Vittorino da Feltre” in ristrutturazione. E, non a caso, si va verso una soluzione che porta nella direzione di qualche immobile di proprietà di privati.

L’ultimo inventario effettuato dal Comune ha stimato, in base alle valutazioni del 2019, il valore del patrimonio comunale in 289 milioni di euro per tutti i 190 beni di cui ha la proprietà l’ente. Il Comune dispone anche di 47 terreni, distribuiti in varie zone del territorio. Ma nella realtà è un lungo elenco di beni ammalorati. La grande incompiuta – è storia nota – è il Capalc rimasto una cattedrale nel deserto da 30 anni a questa parte. Un simbolo del fallimento di almeno sette amministrazioni e un valore di 22 milioni che nei fatti ormai non esiste. Rimane l’ipotesi della vendita ma il Comune tergiversa e rischia di ritrovarsi con un bene che forse non varrà più neanche 5 milioni. L’ex ospedale San Vincenzo di contrada Cuseni è per metà dell’Asp e per metà del Comune: la parte dell’azienda sanitaria viene utilizzata come uffici del distretto sanitario e potrebbe presto essere ristrutturata, quella comunale invece cade a pezzi. E’ chiusa e inagibile da tanti anni, era diventata persino rifugio di senza tetto e rischia di rimanere nell’oblio ancora per molto tempo. Anche l’ex circolo del forestiero è chiuso dalla metà degli Anni Novanta ma qui la Giunta Bolognari ha presentato lo scorso anno una richiesta di finanziamento da poco più di Un milione di euro che potrebbe essere accolta nel 2021. Al disastro anche Casa Grandmont in via Fazello dove anche qui il Comune ha presentatone ottenuto di recente un finanziamento e che diventerà sede di alloggi sociali e di un centro anziani. Chiuso da oltre 20 anni anche Badia Vecchia, che doveva essere sede del museo archeologico della città. Il tentativo, non semplice, è adesso quello di invertire la rotta.

“Ma è necessario riflettere su come si sia potuti arrivare a una situazione che appare sconcertante – ha detto l’assessore Francesca Gullotta -. Nella ricerca di un edificio alternativo per la scuola abbia avuto la riprova più significativa e anche più triste di come il patrimonio comunale sia stato abbandonato per tanti anni. Tutti questi beni potevano essere una grande risorsa per il Comune, in termini non solo strutturali ma culturali e sociali e invece sono stati abbandonati e oggi sono inagibili. Stiamo per ristrutturare Palazzo Corvaja, abbiamo ottenuto un finanziamento anche per Casa Grandmont e speriamo avvenga lo stesso con l’ex Circolo del forestiero ma c’è davvero molto da fare e stiamo affrontando una situazione molto difficile, cercando di risolvere criticità che si protraggono da tanto tempo ormai”.

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