ROMA – “Le risposte date oggi in aula dal ministro Di Maio sulla vicenda dei 18 marittimi di Mazara del Vallo sequestrati in Libia sono state evasive, con l’inaccettabile alibi delle trattative riservate. Appare preoccupante che alle domande rivolte dalla sottoscritta e da altri colleghi il Ministro degli Esteri abbia replicato di non sapere quando i nostri connazionali potranno tornare a casa”. Lo afferma la sen. Urania Papatheu, esponente di Forza Italia che ha interrogato oggi a Palazzo Madama il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, sul caso dei 18 marittimi di Mazara del Vallo tenuti in ostaggio dal 1 settembre scorso in Libia.

La parlamentare siciliana ha incalzato il titolare della Farnesina sollecitandolo ad intensificare l’azione politica e diplomatica volta ad ottenere il rilascio degli ostaggi. “Chi ha la titolarità della Farnesina non può limitarsi alla lettura di qualche foglietto scritto da altri e giustificare l’inerzia sua e del premier Conte trincerandosi dietro la presunta riservatezza sul caso richiesta dall’intelligence a suo dire. Il governo faccia la sua parte e ricordi al generale Haftar che l’Italia esige rispetto, come a suo tempo ha fatto l’allora premier Berlusconi quando alzò il telefono e chiamò Gheddafi risolvendo subito il sequestro di 3 pescherecci”. 

“Il destino di questi 18 uomini – ha concluso Papatheu – non può restare ostaggio dell’immobilismo di un governo italiano pavido e senza carattere. Di Maio, che un tempo parlava di “onestà” e voleva “aprire il parlamento come una scatoletta di tonno”, ma in realtà oggi ormai avvinghiato alle poltrone con la casta grillina, non abbia paura ma un sussulto di coraggio. Altrimenti faccia un passo indietro. Noi vogliamo la liberazione degli ostaggi e che ritornino subito in Italia, dalle loro famiglie”. 

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