TAORMINA – Senza un salario e senza indennità, allo stremo verso un inverno drammatico e abbandonati dallo Stato. E’ la condizione di grande difficoltà che affligge tanti lavoratori stagionali e rischia di creare una strage sociale nel comprensorio Ionico, dove tra Taormina e l’hinterland c’è il primo polo turistico siciliano e migliaia di lavoratori vivono di un impiego estivo. Tanti di loro quest’estate sono rimasti a casa perché alcune attività a causa della crisi Covid non hanno riaperto e non li hanno richiamati, altri hanno lavorato con dei contratti ridotti. Adesso, da qui alla prossima primavera, quando si spera possa esserci un ritorno alla normalità c’è un tempo infinito davanti e gli stagionali si chiedono come potranno affrontare questo lungo inverno.

“Sono un ragazzo di 36 anni – spiega Antonino Miano -, lavoravo come lavapiatti in una struttura alberghiera della zona ionica. L’ultimo giorno che ho lavorato è stato il 31 ottobre 2019, ho percepito la Naspi (indennità di disoccupazione) fino a Marzo 2020 e poi le indennità Covid19 riservate agli stagionali del turismo rispettivamente di Marzo, Aprile e Maggio 2020. L’ultima indennità, cioè quella relativa a Maggio 2020 di 1000 euro mi è arrivata il 16 luglio scorso e a molti amici che lavorano nel mio stesso settore ancora non è arrivata”. “Come devo fare a sopravvivere non avendo ancora lavorato nemmeno un giorno in questo 2020 e avendo come unica fonte di reddito solo l’indennità Covid19 di questi 3 mesi?” Se lo chiede Antonino, con grande dignità e con estrema chiarezza. Le sue sono parole che non possono lasciare indifferenti, e questo suo grido di dolore è quello di tanti altri stagionali che sono nella stessa condizione. Lavoratori nel dramma e famiglie che vivono un momento di angoscia.

“Il governo aveva promesso un ulteriore ampliamento della indennità anche a Giugno, Luglio e Agosto (2020) – aggiunge Antonino – ma siamo ad Ottobre e ancora non si è visto nulla. La mia situazione è quella di migliaia di persone. Aiutateci, ve lo chiediamo col cuore in mano”.

“Siamo disperati, aiutateci, così non ce la facciamo ad andare avanti”. Parole eloquenti e del tutto condivisibili quelle di Antonino, che non necessitano neanche di un commento. Il suo appello è un urlo a chi sin qui si è voltato dall’altra parte e non si è preoccupato di questa emergenza. Come lui, nella stessa medesima situazione, si trovano tanti altri stagionali. Il governo italiano – vuole continuare a considerare questi lavoratori degli “invisibili” ai quali riservare una tantum qualche spicciolo o avrà il buon senso di iniziare a dargli la giusta e doverosa attenzione? Ma soprattutto non si possono ignorare uomini e donne, padri e madre di famiglia che hanno il sacrosanto diritto di poter vivere dignitosamente. Lo Stato si svegli e lo faccia in fretta. Non è più tempo di chiacchiere e illusioni.

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