TAORMINA – “Il governo Conte ha abbandonato i lavoratori stagionali. E’ una situazione drammatica e sconcertante quella in cui si trovano tantissimi lavoratori che non sanno come poter affrontare l’inverno e come sopravvivere da qui alla prossima primavera, quando si spera che possa esserci una stagione che abbia una parvenza di normalità”. Il monito arriva dalla Fisascat Cisl, che così torna in pressing sul governo italiano e sollecita “una presa di coscienza sulla condizione di emergenza epocale in cui si trovano gli stagionali del turismo e del commercio”.

“E’ giusto, ovviamente, rispettare tutte le norme di prevenzione al Covid ma vietare assembramenti e altre forme di aggregazione non potrà, comunque, fermare la protesta dei lavoratori che intendono scendere in piazza e far sentire tutta la loro rabbia, lo sdegno e la grande amarezza per uno Stato che li ha abbandonati, non li considera e non li degna della necessaria attenzione”, hanno evidenziato il segretario regionale aggiunto della Fisascat Cisl Sicilia, Pancrazio Di Leo e il segretario generale della Fisascat Cisl Messina, Salvatore D’Agostino.

Molti lavoratori stagionali non sono stati richiamati in servizio quest’estate per via della crisi e delle attività che non hanno riaperto o lo faranno poi nel 2021 e, adesso, il 60% di quelli che hanno avuto la fortuna di lavorare – con dei contratti di breve durata – hanno terminato il loro rapporto di lavoro. E alla paura per un lunghissimo inverno senza alcun salario e senza alcun sussidio si aggiunge anche il timore di non essere richiamati nel 2021 perché il governo non ha ancora formalizzato la relativa proroga del diritto di precedenza per gli stagionali.

“Il governo italiano non si preoccupa di affrontare questa emergenza, come del resto è deludente anche la posizione della Regione Siciliana. Eppure tutti i lavoratori stagionali sono il cuore pulsante dell’industria dell’ospitalità, che rappresenta la principale forma di economia sul territorio al Sud, in Sicilia e soprattutto nella zona ionica, dove c’è il primo polo turistico siciliano e si contano circa 15 mila persone che lavorano con un impiego stagionale. Tutto questo rischia di essere spazzato via dalla crisi Covid, che sta mettendo in ginocchio le imprese e i lavoratori. Il governo si “svegli” dal proprio torpore e si occupi di questa emergenza che non è soltanto occupazionale. Stiamo parlando di una vera e propria “bomba sociale”, a fronte della quale abbiamo assistito soltanto a rassicurazioni saltuarie, che non si traducono in provvedimenti risolutivi”.

“Già lo scorso anno avevamo preannunciato quali sarebbero state le condizioni di grande difficoltà dei lavoratori che avevano terminato la Naspi a dicembre o gennaio. Poi è arrivata anche l’emergenza Covid e ora migliaia di persone e le loro famiglie sono in miseria – sottolineano i due sindacalisti -. Molti lavoratori stagionali non sono stati chiamati in servizio quest’estate e, adesso, il 60% di quelli che hanno avuto la fortuna di lavorare ha terminato. Anche per loro sarà un lunghissimo inverno senza alcun salario e senza alcun sussidio. Come farà chi ha lavorato soltanto per un breve periodo con contratti corti, rinnovati a seconda dei flussi nelle strutture? E come farà chi non ha potuto lavorare neanche per un giorno?”, si domandano D’Agostino e Di Leo.

Poi l’affondo finale del sindacato: “I problemi degli stagionali del settore Commercio e Turismo non si risolvono con la miseria 600 euro di bonus e senza la possibilità di un lavoro, né senza la revisione della Naspi. Inoltre, sino ad oggi i lavoratori non hanno preso nessun bonus né da parte del Governo né dalla Regione Sicilia per i mesi di giugno e luglio e il bonus nazionale di maggio è arrivato il 15 luglio. Il governo sta spingendo tutte queste persone nel baratro della fame. Chi governa si metta una mano sulla coscienza e si assuma le proprie responsabilità per aiutare lavoratori e famiglie che aspettano un aiuto concreto, e lo attendono nel più breve tempo possibile”.

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