il ministro Lucia Azzolina

Sono 233 le scuole chiuse e 1.567 quelle in cui si è verificato almeno un caso di coronavirus dall’inizio dell’anno scolastico in Italia. I numeri, aggiornati al 9 ottobre, emergono da un database ideato da un giovane ricercatore e uno studente universitario – Vittorio Nicoletta e Lorenzo Ruffino – che hanno raccolto, dalla riapertura degli istituti, notizie e ordinanze dei sindaci.

Il Covid corre sempre più veloce nelle scuole ma l’aumento dei contagi non sembra preoccupare il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, che respinge le proposte di chi vorrebbe un ritorno alla didattica a distanza per arginare la diffusione del coronavirus. “I ragazzi sono felici di essere tornati a scuola e ci devono rimanere – spiega -. Anche per quelli più grandi la didattica in presenza è fondamentale perché garantisce formazione ma anche socialità, che altrimenti i giovani andrebbero a cercare altrove”.

Sul tema dei contagi la Azzolina osserva che “i numeri e le analisi dell’Istituto Superiore di Sanità ci confermano che non avvengono dentro le scuole. L’attenzione deve essere invece orientata fuori, alle attività extrascolastiche, come ribadiamo da tempo”.

A chi e a cosa serve questa prova di forza dell’ostinarsi a tenere le scuole aperte a tutti i costi? Obbligo di mascherine, distanziamento e banchi monoposto dentro i plessi, poi appena si è fuori dal cancello scatta il “liberi tutti”, assembramenti e di tutto e di più senza alcuna regola. E’ un controsenso totale che appare sempre più evidente e imbarazzante, tangibile a chiunque tranne che a chi non vuole accorgersene come la ministra. Quanti altri contagi serviranno per fare capire alla ministra che, se la situazione rimane questa, l’unica cosa da fare – al più presto – sarà quella di fare ricorso alla didattica a distanza? Non si comprende perché che la soluzione più opportuna era ed è quella prudenziale di chiudere le scuole sino all’inizio del nuovo anno, sospendere cioè le lezioni in presenza andando intanto avanti con la Dad e sperare che nel frattempo arrivi finalmente il vaccino.

Per adesso Azzolina non molla, non arretra e va avanti ma la linea delle scuole aperte a tutti i costi, rischia di far pagare al Paese un prezzo sempre più alto nella lotta al virus e in quella contro la crisi economica, sociale ed occupazionale che già attanagli milioni di italiani e rischia di diventare irreversibile in caso di un altro lockdown.

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