Nonostante la crisi globale e la pandemia che continua, nell’anno del tracollo turistico internazionale l’Italia si scopre meno debole di Paesi come Francia e Spagna. L’Agenzia nazionale italiana del turismo – Enit – ha elaborato i dati dei primi otto mesi del 2020, arrivando a queste conclusioni: è vero, da un lato, che il contributo diretto del turismo all’economia italiana in termini economici diminuirà di 2,6 punti percentuali nel 2020 (pari al 3,2% del Pil) rispetto al 2019 (quando era il 5,7% del Pil).

Tuttavia, benché pesante e significativo, questo calo per Enit è inferiore a quello di molti altri Paesi: 4,5% la Francia, 3,1% la Spagna. “La flessibilità del nostro sistema di offerta compensa parzialmente la riduzione dei flussi stranieri grazie alla capacità dei nostri operatori di attrarre il mercato domestico”, commenta il presidente Enit, Giorgio Palmucci. In effetti, osservano all’Enit, il contributo diretto del turismo all’economia italiana si riduce di poco meno della metà, rispetto a più della metà per tutti gli altri Paesi selezionati.

Tra le destinazioni preferite figurano le bellezze toscane (69%) con in testa Firenze e Pisa, quelle lombarde (65%) con Milano e il lago di Como, il Lazio (63%) con Roma (61%), il Veneto (62%) con Venezia e le altre città venete e la Campania (60%) con Napoli, le zone archeologiche, Ischia e Capri.

Al Sud, in Sicilia, la meta più ambita rimane Taormina, dove anche in questo caso si registra un forte calo di presenze in termini di pernottamenti, soprattutto per l’assenza degli stranieri (che rappresentano l’85% dei flussi locali) ma l’estate da poco finita ha fatto registrare l’arrivo in città di un gran numero di turisti di “prossimità”.

Ai tempi della pandemia si parla di vacanze di coppia o in famiglia, coi bambini, con gruppi mediamente di 3/4 persone: una vacanza tutto compreso per il 50% dei britannici, il 30% dei tedeschi ed il 29% dei francesi. In hotel 4 o 5 stelle per i turisti dal Regno Unito, (45%) e 3 stelle per i francesi (34%). I tedeschi pensano sempre di più di fare ricorso soprattutto ad abitazioni private (25%), in particolare in affitto.

© Riproduzione Riservata

Commenti