La crisi non ferma il mercato immobiliare che vede, anzi, oggi più che mai, tanti gruppi – non solo stranieri – in pieno fermento. Tutti alla ricerca di opportunità per investimenti a prezzi più accessibili alla luce del momento che sta vivendo l’economia globale. La notizia che potrebbe cambiare lo scenario e avere riverberi molto importanti sull’hotellerie nazionale e anche su quella di Taormina viene lanciata da Il Sole 24 Ore. Cdp lancia, infatti, un fondo per investire fino a 2 miliardi in hotel iconici, un potenziale salvagente al cospetto della fase di difficoltà epocale. E l’annuncio promette di interessare da vicino, e forse anche cambiare, il destino di diverse strutture della Perla dello Ionio, capitale del turismo siciliano.

Il fondo – come evidenzia Il Sole 24 Ore – nasce con l’intento di sostenere un settore, quello dell’ospitalità alberghiera, che nei sei mesi della pandemia da Covid-19 ha subìto pesanti ripercussioni finanziarie, il Fondo Nazionale per il turismo, presentato da Cassa Depositi e Prestiti e fortemente voluto dall’ad Fabrizio Palermo. Si intende così investire fino a due miliardi di euro in strutture alberghiere storiche e iconiche nel nostro Paese. Il Fondo è il quarto pilastro della strategia di Cdp a supporto del settore, articolata anche su formazione, innovazione e consolidamento dei gestori.

Nel fondo confluiranno le strutture di Th Resorts e Rocco Forte Hotels in cui Cdp ha investito (Cassa peraltro è azionista dei due gruppi alberghieri citati). Il fondo punta a valorizzare asset immobiliari, attraverso l’acquisto e l’ammodernamento delle strutture alberghiere, promuovendo la separazione tra proprietà immobiliare e gestione alberghiera, per garantire adeguati investimenti ed elevati standard qualitativi.

Sette sono le strutture acquisite da Cdp negli ultimi anni per un controvalore di 160 milioni di euro. Ultima, e in fase di apertura, Villa Igiea a Palermo che viene gestita da Rocco Forte hotels. Anche attraverso questa importante operazione Rocco Forte potrebbe decidere di lanciare, a sua volta, l’assalto finale per procedere all’acquisto di un hotel a Taormina, obiettivo strategico che l’imprenditore angloitaliano insegue con determinazione già qualche anno, un sogno che vuole finalmente coronare e per il quale i tempi sembrano ormai maturi.

I due miliardi del fondo CdP, intanto, saranno in parte finanziati da Cdp, per un totale di 750 milioni di euro, e da investitori terzi. Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo contribuirà, attraverso un fondo istituito con il Decreto Rilancio, fino a 150 milioni di euro.

L’operazione potrebbe avere, come detto, riflessi diretti anche su Taormina e non solo per l’eventuale arrivo in città di un grande nome del turismo internazionale come Rocco Forte. Ci sono diverse altre strutture che potrebbero entrare in questa orbita, tenendo conto del momento di sofferenza che non risparmia nessuno e dell’ineludibile esigenza generale – per ogni imprenditore e società – di fare valutazioni strategiche sul futuro dei propri immobili. Il bivio è alle porte per chiunque: passo e mollo, o resisto e rilancio la sfida.

Potrebbe esserci, in sostanza, il sostegno alle strutture per consentire alle proprietà di andare avanti e combattere contro la crisi (e alle speculazioni dei “pirati” in cerca di affari a prezzi iper-vantaggiosi), o in alternativa potrebbero esserci le risorse per impostare altre operazioni immobiliari.

Nota importante è che il Fondo concede agli attuali proprietari la possibilità di riacquistare in futuro la struttura ceduta. «Parte importante di questo settore è il tessuto imprenditoriale dell’ospitalità italiana, un comparto ricco ed eterogeneo – recita un comunicato -. Molte sono le realtà a conduzione familiare così come le piccole catene alberghiere che costituiscono una delle caratteristiche originali del turismo nel nostro Paese, dove il viaggiatore si sente autenticamente accolto. Si tratta di un patrimonio messo a rischio dalla emergenza pandemica, le cui conseguenze hanno colpito in particolar modo un settore strategico dell’economia nazionale quale è il turismo».

Per difendere questo vero e proprio bene, il decreto Rilancio ha stanziato risorse importanti per prevenire il depauperamento dell’ospitalità alberghiera italiana, evitando acquisizioni che ne compromettano il carattere identitario.

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