un'incantevole scorcio di Taormina

TAORMINA – La stagione estiva più difficile di sempre è andata in archivio, Taormina ora guarda al 2021 con la speranza che possa davvero essere l’anno del rilancio dopo la crisi epocale che ha investito il territorio taorminese come del resto il mondo intero. Lo tsunami dell’emergenza sanitaria non si arresta e continua ancora adesso ad imperversare ovunque, generando un clima di grande incertezza per una pandemia che non finisce e pare essersi avviata verso una seconda ondata.

La fase è interlocutoria, la gran cassa della paura è ripartita al di là di una situazione che senza dubbio è difficile, così ad oggi fare delle previsioni certe su come sarà il 2021 è una chimera, è un rebus al quale nessuno è in grado di dare una risposta. Oggettivamente le difficoltà sono enormi e legate a contingenze internazionali che vanno ben oltre dinamiche locali perché se poi i contagi galoppano ovunque nel pianeta, le cose si complicano all’ennesima potenza. Ma la capitale del turismo siciliano vuole farsi trovare pronta se il quadro dovesse migliorare, perché non si può immaginare a uno scenario peggiore di quanto già visto e vissuto nel 2020.

Taormina è rimasta la meta più ambita anche in un’estate in cui il turismo di qualità non si è visto e sono andati all’arrembaggio migliaia di avventori “mordi e fuggi”, con il cosiddetto turismo di prossimità. Da qualsiasi punto di vista la si veda la cosa, è stato comunque il segnale incoraggiante che la gente viene ancora a Taormina e la considera una prima scelta. E, al di là di tante cose che potrebbero essere fatte molto meglio e dei soliti problemi irrisolti, a far ben sperare è la tenacia indomita degli operatori economici che non mollano, non hanno nessuna intenzione di arrendersi alla crisi e vogliono resistere per poter sperare concretamente in un nuovo anno in grado di portare quel rilancio tanto agognato. E’ evidente che lo Stato deve darsi, intanto, una mossa e dare quel sostegno che sin qui non si è visto o non è stato sufficiente. Il tempo delle chiacchiere è finito. Di sicuro a Taormina nessuno vuol bere il bicchiere della staffa e c’è la voglia corale di andare avanti e recuperare il terreno perduto.

Sul fronte alberghiero il 2021 sarà l’anno del ritorno in attività dopo 3 anni dell’Hotel San Domenico, punta di diamante dell’hotellerie che promette di dare un forte impulso al territorio, stavolta targato Four Seasons, un brand che non si discute. Il “matrimonio” da poco celebrato tra un hotel che è un pezzo di storia della città e della Sicilia, ed un colosso dell’ospitalità che nel mondo è un must del turismo, è un fatto di rilievo che promette di aiutare la Perla dello Ionio nella difficile sfida verso la ripartenza. Molti alberghi hanno riaperto già quest’estate e quelli che non ce l’hanno fatta torneranno in circuito nella primavera 2021. A ciò si aggiunge la carica dei tanti b&b e dell’extra-ricettivo in piena espansione.

Nelle attività commerciali si va verso un inverno di fermento, come del resto ogni anno a Taormina, e stavolta, per forza di cose, ancora di più. Qualcuno purtroppo sta per gettare la spugna ma sono in tanti a voler andare avanti con la convinzione, generosa ed apprezzabile, di poter resistere all’onda d’urto di questa crisi tremenda. Intanto, da fuori Taormina, non è difficile prevedere che arriveranno non pochi tentativi di rilevare delle attività sul territorio, con il fare “piratesco” di chi è pronto a sfruttare le occasioni della crisi e i prezzi che dovranno scendere per chi vorrà vendere. Ma questo è un altro capitolo.

E’ opinione comune che Taormina rimanga, nonostante tutto, una città che ha le giuste credenziali per rilanciarsi se il mondo si libererà dalla morsa asfissiante di questo maledetto virus. Ed è una località che ha la fortuna di godere del “pilota automatico”, ha una storia e un fascino in grado di poter attrarre da soli ancora adesso importanti flussi turistici ed interessi economici (purtroppo – come ha denunciato di recente la magistratura – anche quelli di chi vorrebbe mettere le mani sul territorio per affari poco limpidi).

Taormina vuole andare avanti, e tutto sommato può farlo anche a dispetto di un cambio di mentalità che consentirebbe un cambio di passo ma tarda ad arrivare. La parola d’ordine è una sola: ottimismo. Resistere per ripartire. Sperando che la tempesta se ne vada e che la pandemia – per dirla con un francesismo – la finisca di rompere i cabbasisi…

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