Antonio Fiumefreddo

TAORMINA – Si riaccende la contesa sul dare-avere tra Comune di Taormina e Asm. La crisi si fa sentire, Asm ha necessità di fare quadrare i conti di un’annata da dimenticare e il liquidatore Antonio Fiumefreddo ha disposto, con apposita determina, la sospensione dei servizi svolti dalla municipalizzata per conto del Comune di Taormina. Lo stop riguarderà acquedotto e illuminazione.

Già lo scorso marzo l’azienda aveva rivendicato, con tanto di diffida e messa in mora all’ente, Un milione 795 mila euro per “l’erogazione dei servizi pubblici locali, calcolati fino all’anno 2017”. La cifra complessivamente dovuta dal Comune ad Asm ammonterebbe invece ad oltre 3 milioni di euro in un contesto che comprende i servizi di acquedotto, illuminazione pubblica e scuola bus, gestiti dall’azienda per conto della casa municipale. La Giunta a luglio ha deliberato l’assegnazione di somme agli uffici per il pagamento in acconto dei servizi resi nel primo semestre 2020 da Asm. Nello specifico si trattava di 361 mila euro, di cui 115 mila euro per lo scuolabus, 71 mila euro per le manutenzioni della pubblica illuminazione e 173 mila euro per il servizio di acquedotto. Ora Asm torna alla carica per reclamare le somme vantate.

“Nonostante il 28 maggio scorso – spiega Fiumefreddo – sia stato sottoscritto l’accordo di transazione per gli anni 2011-2019, ad oggi non è pervenuta alcuna somma, determinando una grave crisi finanziaria. I dirigenti del Comune persistono nella loro condotta, non liquidando i servizi richiesti e svolti da questa azienda. Ad oggi, malgrado siano stati inviati gli schemi dei contratti di servizio, tuttavia non si è provveduto alla loro approvazione”. Fiumefreddo ricorda che “Asm agisce esclusivamente per conto del Comune” e rimarca “il prioritario rispetto dell’obbligo di corrispondere lo stipendio ai dipendenti nonchè di assicurare i servizi pubblici essenziali come il trasporto pubblico e quello scolastico, insieme a quei servizi attivi come i parcheggi e la funivia”. “Quindi in assenza delle somme dovuteci – afferma il liquidatore – appare impossibile assicurare il servizio dell’acquedotto e quello della pubblica illuminazione. Ed appare opportuno richiamare gli ammonimenti del revisore unico di Asm e i molteplici rilievi del collegio revisori del Comune”.

Il liquidatore così, riservandosi “le iniziative previste per legge per il recupero delle somme dovute”, e “richiamando la diffida con messa in mora del 13 marzo scorso inviata al Comune”, dispone “la sospensione immediata dei servizi di acquedotto e illuminazione”. “Ciò – si spiega – con l’unico intento di salvaguardare i servizi pubblici essenziali per la cittadinanza e di tutelare l’occupazione ed osservare il mandato ricevuto dal Consiglio comunale”. La determina è stata trasmessa al Comune e al Commissariato di Polizia di Stato (responsabile dell’ordine pubblico).

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