GIARDINI NAXOS – Giardini Naxos torna alle urne cinque anni dopo la tornata di voto che vide la rocambolesca riconferma di Nello Lo Turco con un margine di vantaggio di sole 3 preferenze su Agatino Bosco. Si chiude il decennio di sindacatura Lo Turco e domenica e lunedì andrà in scena la sfida a 6 per il governo della città. Agatino Bosco, Seby Cavallaro, Nino Falanga, Lilly Labonia, Giorgio Stracuzzi e Antonio Veroux: uno di loro sta per ricevere un compito tanto prestigioso quanto pesantissimo dagli elettori.

Nella tornata di voto che interesserà 61 comuni siciliani, la battaglia politica più importante andrà in scena senza dubbio a Giardini Naxos, dove martedì mattina il nuovo sindaco salirà le scale di Palazzo dei Naxioti per andare a prendersi la fascia tricolore della prima colonia greca dell’isola e si caricherà sulle spalle il destino di una città. E’ una battaglia all’ultimo voto, dall’esito a dir poco incerto, quella ormai giunta all’atto finale con la resa dei conti che si consumerà nel mezzo di una pandemia e di una crisi epocale che sta flagellando questo territorio come del resto tutta la Sicilia, l’Italia e il mondo intero.

Nessuno conosce il volto del vincitore ma una certezza c’è già ed è quella che il futuro sindaco e la nuova Amministrazione sono attesi dal compito più arduo di sempre. Sei candidati e sei liste in competizione in una cittadina di neanche 10 mila abitanti hanno confermato che Giardini Naxos era e rimane, per molti versi, ostaggio dei soliti fatti personali, delle piccole antipatie di paese che si traducono poi nell’eterna difficoltà a dialogare, e nei personalismi che diventano antagonismi senza fine. Divisioni che però lunedì alle 15.01, ad urne chiuse, dovranno cessare di esistere perché stavolta Giardini Naxos si gioca tutto e nessuno può chiamarsi fuori dalla mischia. Il nuovo sindaco, con un migliaio di elettori a sostenerlo, e tutto il resto del paese ad osteggiarlo non potrà andare da nessuna parte ma se andrà a fondo Sansone stavolta ci finiranno, un attimo dopo, tutti i filistei.

O Giardini Naxos inverte la rotta, si rilancia e rinasce o si andrà incontro al disastro finale di un intero tessuto economico e sociale. Delle due l’una, il prossimo quinquennio è una storia da scrivere che non avrà vie di mezzo. Al netto delle solite discussioni su cosa ha fatto o non fatto sinora la politica e chi ha amministrato, non è più tempo di polemiche, chiacchiere e dietrologie: Giardini Naxos stavolta è arrivata sul serio all’ultimo bivio e la due giorni di voto avrà molteplici significati. C’è una città che soffre e arranca ma che a suo tempo si è conquistata a pieno titolo la definizione di seconda stazione turistica siciliana, ha le potenzialità (la bellezza dei luoghi in primis) per provare a resistere allo tsunami dell’emergenza e ha le proprie carte da poter giocare nel difficile tentativo di riconquistarsi un ruolo da protagonista nel panorama turistico siciliano e non solo.

Una Giardini Naxos in grado di rialzarsi e scacciare i fantasmi della crisi, può diventare un bene per se stessa e per i comuni più vicini. Può rappresentare il motore di una ripartenza per l’intero comprensorio. La prospettiva ineludibile è quella del tutti insieme contro il virus, contro la crisi e contro la concorrenza che dal 2021 sarà ancora più spietata. Non sarà mai un tutti insieme “appassionatamente” ma in tempi di guerra come questo il nemico da affrontare può essere soltanto uno e la realtà impone una prova collettiva di sopravvivenza. Da soli non si va più da nessuna parte e nessuno può illudersi di salvarsi contando soltanto sulle proprie forze. Anche la vicina Taormina ha bisogno di mettere da parte i campanilismi e fare finalmente squadra con Naxos (e con le vicine Letojanni e Castelmola). I buoni intenti non bastano più, il futuro passa da una comprensorialità vera, che sia tale nei fatti, non soltanto nei soliti slogan periodici.

La strada per chi amministrerà Giardini Naxos da qui ai prossimi 5 anni sarà tutta in salita e c’è un Everest da scalare. Ma se il suo sindaco e la sua maggioranza sapranno unire la comunità, coinvolgerla e renderla partecipe nelle scelte e nell’orizzonte da percorrere, allora nulla sarà precluso. Se l’approccio al governo di Palazzo dei Naxioti sarà quello giusto, niente sarà impossibile per una città che ha tanti problemi da risolvere e oggi più che mai vede le streghe per colpa di una maledetta pandemia che ha aggravato la crisi, ma è pur sempre un paese che merita rispetta e considerazione. Giardini Naxos faccia la sua scelta alle urne, si divida in fazioni sino a questo fine settimana ma poi dichiari concluse le ostilità e si riunisca per remare dalla stessa parte. Se così sarà, Giardini potrà tornare a pensare in grande e le cronache potranno celebrare la riscossa di una ritrovata “signora” realtà del turismo siciliano e italiano.

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