Bernard Arnault

Alle porte dell’autunno, il mondo fa ancora i conti con il Covid e si prepara a quella che pare essere la seconda ondata. Il virus non molla la presa e in tutti i Paesi cresce di giorno il giorno il numero dei contagiati, mentre l’unico dato consolatorio in Italia sembra essere per il momento quello delle terapie intensive che al momento rimangono vuote.

In questo clima di incertezza, si fa una gran fatica a prevedere come potrà essere il 2021, ed è uno scenario che evidentemente prescinde dalle dinamiche locali e va di gran lunga oltre i confini nazionali. La speranza di tutti è che il prossimo anno possa davvero essere quello del rilancio dopo la bastonata epocale inflitta dal virus all’economia globale e soprattutto alle realtà che vivono di turismo e si caratterizzano per la stagionalità dei flussi. Servirà ancora qualche mese per il vaccino e, a quanto pare, nell’incertezza che regna sovrana l’unica cosa certa è che dovremo convivere ancora per qualche tempo con l’incubo della pandemia e l’obbligo di puntare sulla prevenzione.

I numeri della crisi non risparmiano nessuno e neanche Taormina, dove però nonostante tanti problemi interni e troppe cose che si potrebbero fare bene e molto meglio, un segnale di speranza per l’anno che verrà arriva dai privati che avranno tutto l’interesse a riempire le proprie strutture ricettive e a riportare in città il tanto agognato turismo di qualità.

Il carico da undici che metterà in campo Taormina per provare – Covid permettendo – a mettersi alle spalle la crisi è la presenza sul territorio di hotel che avranno al timone i big mondiali del turismo. Uomini e gruppi che stanno all’hotellerie come i vari Ronaldo e Messi stanno al mondo del pallone. Il Timeo e il Sant’Andrea, come si sa, sono diventati due anni fa di proprietà di Bernard Arnault, il presidente di Lvmh, terzo uomo più ricco al mondo, subito dopo il padron di Microsoft Bill Gates e il boss di Amazon Jeff Bezos. Stando alla classifica stilata da Forbes, rivista americana specializzata nel settore, l’imprenditore francese oggi ha a disposizione uno stratosferico patrimonio personale pari a 76 miliardi di dollari che lo rende l’uomo più ricco d’Europa. Tra i suoi numerosi gioielli c’è anche Taormina, dove Lvmh punta a lasciarsi alle spalle un 2020 di sofferenza e a riaccogliere in termini importanti quei turisti stranieri che per gran parte sono venuti a mancare nell’estate appena trascorsa. E non si esclude che Arnault possa rompere gli indugi e decidere di fare qualche altra operazione di rilievo a Taormina, con qualche immobile che già da tempo è oggetto di insistenti rumors.

E il 2021 sarà l’anno in cui Taormina ritroverà dopo 3 anni di chiusura anche l’hotel San Domenico Palace, dove stanno proseguendo i lavori di ristrutturazione e ammodernamento e dove, soprattutto, il proprietario Giuseppe Statuto ha chiuso un’operazione capolavoro, affidando la gestione della struttura a Four Seasons, brand per eccellenza tra i più apprezzati al mondo nella conduzione degli hotel di lusso. Il San Domenico sarà targato Four Seasons, un vero e proprio colosso dell’ospitalità, un marchio che è sinonimo di successo e non ha bisogno di presentazioni.

Allo stesso tempo, al fianco dei giganti dell’hotellerie ci saranno diverse altre strutture che rappresentano il cuore pulsante dell’economia di Taormina, sono state messe a dura prova dalla pandemia ma non si sono arresi, in molti casi hanno già riaperto quest’estate e in altri torneranno operative la prossima estate. La parola d’ordine per tutti è una sola: rilancio. Una speranza da condividere, una premessa dalla quale non si può prescindere.

Di questi tempi la prudenza è d’obbligo, non si può essere troppo ottimisti ma prima o poi la pandemia finirà e di sicuro il pessimo cosmico non serve a niente e a nessuno. Nonostante la crisi senza precedenti Taormina rimane Taormina agli occhi di molti turisti che aspettano una situazione di maggiore serenità per tornare a viaggiare. Stesso discorso vale per gli imprenditori che hanno soldi da investire. E allora attenzione ad altre operazioni immobiliari di assoluto rilievo che potrebbero interessare nei prossimi mesi la capitale del turismo siciliano con altri facoltosi imprenditori e company internazionali che non si fermano di fronte alla crisi e anzi potrebbero considerare questo come il momento giusto per sferrare l’assalto decisivo ad alcune strutture destinate a finire sul mercato.

© Riproduzione Riservata

Commenti