TAORMINA – Far convivere la valorizzazione del territorio e lo sviluppo economico senza stravolgere il valore paesistico e culturale del comprensorio sono stati gli argomenti al centro del primo convegno all’interno del Nations Award che si è svolto a Taormina a margine del Premio Cinematografico delle Nazioni.

Numerosi gli interventi, moderati dal giornalista Davide Camarrone, dopo i saluti istituzionali del sindaco di Taormina, Mario Bolognari, della senatrice Urania Papatheu, della parlamentare Matilde Siracusano e del presidente di evenTao, Michel Curatolo.

“Per la prima volta c’è una generazione che si preoccupa di non compromettere le sorti di quelle future. La risposta a una crisi epocale passa dalla sostenibilità e dalla capacità di trasformare spreco in valore: riciclo e riuso. L’ambiente va tutelato e rispettato ma non per questo si deve portare avanti una politica preventiva e aprioristica del no, che ha fatto scappare tante imprese dall’Italia e ha determinato la perdita di migliaia di posti di lavoro”, ha dichiarato la sen. Papatheu, componente della Commissione parlamentare Ambiente.

“Bisogna lavorare per un ambientalismo ragionevole che puo’ difendere il territorio ma anche dare ricchezza e migliaia di posti di lavoro alle nuove generazioni. La risposta alle emergenze non può arrivare da un ambientalismo ideologico e politico, ormai ripiegato su posizioni oltranziste, mentre occorre dare vita a un modello di ambientalismo propositivo. Noi vogliamo promuovere una cultura dell’educazione ambientale. Fare ambiente significa scegliere responsabilmente idee e valori, e anche modificare i nostri stili di vita”, ha aggiunto Papatheu.

Il direttore del Parco Archeologico di Taormina – Naxos, Gabriella Tigano, ha sottolineato come “Il progetto del Porto di Giardini Naxos va assolutamente rivisto. Il piano di intervento finora previsto è vecchio. Un eventuale nuovo progetto va sicuramente affrontato considerando che l’area di Schisò è ad alto valore archeologico”.

Dal punto di vista della questione ambientale è intervenuto il presidente dell’Ordine degli Architetti di Sicilia Pino Falzea, il quale ha spiegato come “Qualunque azione sul territorio deve avere al centro la questione ambientale. Significa – ha spiegato – sviluppare una cultura nuova, sapere leggere il territorio nel quale si deve intervenire, in modo da realizzare opere che non entrino in contrasto con le caratteristiche naturali della zona, ma dialoghino bene sia sul piano ambientale che dell’intervento stesso”.

Falzea, inoltre, ha rilanciato sulla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina: “Costruire l’infrastruttura – ha dichiarato – significa anche parlare di sostenibilità: con l’opera, infatti, si trasferirebbero le modalità di trasporto dal gommato al ferrato, con grande utilità per l’ambiente di molte aree che, attualmente, sono attraversate ogni giorno da centinaia da mezzi pesanti. Il Ponte non è un’opera solo per la Sicilia e l’Italia, ma per l’Europa intera che diventa strategica per rilanciare il comparto del sistema dei trasporti commerciali mondiale”.

Al forum taorminese sono, inoltre, intervenuti: Domenico Santoro, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Messina; Rosanna Casabona, sostituto Procuratore della Procura della Repubblica di Messina; Mirella Vinci, soprintendente Beni Culturali di Messina; l’architetto Fabio Rotella; Federico Iadicicco presidente Anpit Italia; Giancarlo Lo Turco, presidente della Commissione Territorio e Ambiente del Comune di Naxos; l’imprenditore Pinuccio La Rosa e Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia.

I lavori proseguono con il secondo convegno incentrato su ‘Economia della Bellezza’. L’organizzatore Michel Curatolo spiega: “Dobbiamo ripartire dalle magnificenze del nostro Paese e della nostra Isola che ha tesori unici. L’Italia ha dettato per secoli l’‘agenda della cultura mondiale’, oggi abbiamo perso quest’appeal: è tempo di recuperarlo. Noi stiamo iniziando a sensibilizzare su questo”.

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