Alessandro Costa, Nello Lo Turco, Mario Bolognari e Orlando Russo

TAORMINA – La Regione Siciliana riscontra l’irregolarità ma, in termini amministrativi, “assolve” i quattro sindaci del Consorzio Rete Fognante sulla discussa decisione, a suo tempo assunta, di entrare a far parte del CdA del Consorzio e dunque avocare a sé quelle cariche. Lo ha comunicato l’assessorato alle Autonomie locali con una nota, a firma del funzionario direttivo Vincenzo Raitano e del dirigente del servizio, Antonio Lo Presti, inviata al sindaco di Taormina (comune capofila), Mario Bolognari.

“A seguito dell’ispezione disposta con apposito provvedimento dirigenziale – scrive la Regione – l’ispettore incaricato ha depositato la relazione conclusiva. Ed il commissario afferma “che il consorzio debba valutare la necessità di adeguare lo statuto alla norme vigenti in materia, tuttavia, poiché ad oggi tale modifica non è intervenuta, il medesimo statuto risulta vigente e deve essere osservato”.

“Per quanto riguarda la nomina dei sindaci – continua la Regione – deliberata dall’assemblea consortile il 18 giugno 2019 – si riscontra l’irregolarità causata con l’adozione di tale atto, avvenuta in violazione dello statuto, tuttavia tale irregolarità risulta essere stata superata con la revoca operata dai sindaci dei rispettivi rappresentanti in seno all’assemblea consortile, nonchè alla mancata accettazione della nomina degli stessi quali componenti del CdA”. Determinante, insomma, pare essersi rivelata la mossa dei sindaci di revocare le rispettive determine con le quali erano stati indicati e nominati i propri rappresentanti nell’assemblea: un passo indietro che avrebbe “sanato”, di riflesso, il problema.

“Non c’è stato alcun illecito da parte di noi sindaci per il fatto di aver voluto far parte del cda del consorzio”, afferma Orlando Russo, primo cittadino di Castelmola e tra l’altro anche presidente dell’Ati Idrico, ente al quale potrebbero presto essere trasferite le funzioni e le competenze di cui si occupa ad oggi il Consorzio. A questo punto si allenta, insomma, la pressione sui sindaci e sui rispettivi comuni, che comunque saranno chiamati da qui a breve a fare una scelta cruciale per il futuro del territorio, con la prospettiva che appare inevitabile del passaggio della depurazione delle acque all’Ati. Nell’ottica di questo scenario potrebbero essere indicati due commissari proprio dall’Ati, e uno di loro potrebbe essere l’attuale presidente del Consorzio Rete Fognante, Mauro Passalacqua, che i sindaci vorrebbero confermare come loro referente per questo settore e quindi come rappresentante del territorio anche se i servizi dovessero essere trasferiti all’Ati. “Vedremo cosa accadrà. Dovremo decidere ciò che bisognerà fare, e avremo la responsabilità di farlo al più presto”, ha aggiunto Russo.

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