il sindaco di Taormina, Mario Bolognari

TAORMINA – Si accende la polemica sulla vicenda dell’elenco dei “furbetti” dell’imposta di soggiorno nell’ambito del settore degli affitti brevi. Sulla questione il sindaco Mario Bolognari replica all’opposizione e “sfida” in particolare il consigliere Salvo Cilona, che ha preannunciato un odg urgente sull’elenco redatto dall’Associazione Albergatori-Federalberghi Extra di 300 attività (appartamenti) che non sarebbero in regola con l’imposta di soggiorno. “Il dossier – ha detto Cilona – è stato consegnato lo scorso febbraio al Comune”.

“Per la seconda volta Cilona interviene su questa vicenda e afferma cose che non corrispondono a verità – dichiara il sindaco -. Era già accaduto l’11 agosto in Consiglio comunale e la storia si è ripetuta nelle scorse ore con ulteriori dichiarazioni. Gli affitti brevi sono stati a suo tempo esclusi dal regolamento sull’imposta di soggiorno, con relative attività ricettive, di cui si è dotato il Comune di Taormina il 6 novembre 2012 e che poi è entrato in vigore dal 1 gennaio 2013. In quel contesto sono state indicate e comprese soltanto le attività turistiche. Il Comune ha richiamato allora soltanto la normativa regionale. E, come ha anche affermato una recente nota dell’associazione Taoxenia, il Comune ha poi aumentato l’imposta l’11 settembre 2015 ma senza variare gli attori che devono riscuotere e poi versare l’imposta. Ad oggi le locazioni brevi sono fuori dalla delibera in quanto non sono attività ricettive e non sono previste nella tabella del Comune. Non a caso, poi il nostro ex assessore Giuseppe Caltabiano aveva previsto una modifica al regolamento. Ma il paradosso è che gli stessi soggetti che oggi accusano il Comune e lo chiamano in causa su questa storia del presunto elenco, sono quelli che si sono opposti a quella modifica. E adesso l’assessore Alfredo Ferraro sta predisponendo l’opportuna modifica che vada a fare definitiva chiarezza sulla vicenda”.

“Ad oggi, quindi, le attività alle quali fa riferimento Cilona – continua Bolognari – non sono state comprese nel regolamento dell’imposta di soggiorno e questo lo si deve a chi non ha compreso che la finalità della nostra iniziativa era quella di far pagare anche cifre abbastanza contenute, ma far pagare tutti. Volevamo sanare quell’errore introducendo anche un’imposta minima ma sulla base di un principio di giustezza e andando ad essere equi nei confronti di tutti. Quindi prima di parlare bisogna conoscere la materia di cui si parla”.

Poi Bolognari avverte: “Bisogna smetterla di dire bugie. Non ho mai ricevuto l’elenco di cui parla Cilona e sono pronto a sfidarlo su questo punto in qualsiasi momento. Diffido chiunque ad affermare ancora il contrario e diffido il consigliere Cilona dal continuare a sostenere una cosa non vera. Non ho nessun elenco e sarei, anzi, curioso di vederlo e leggerlo. E’ chiaro, evidentemente che chi lo ha compilato, se davvero esiste, se ne assume tutta la responsabilità”.

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