Giuseppe Biondo

Il dottore Giuseppe Biondo, stimato professionista del reparto di Pediatria dell’ospedale di Taormina, commenta e analizza così i fatti di queste ore riguardanti i casi di contagio Covid a Taormina e Giardini Naxos.

“Tanto tuono’, che piovve. Ecco, dopo tanto parlare, i primi casi di Coronavirus che interessano il nostro territorio, Taormina/Giardini ed, in particolare, i nostri giovani.I nostri figli. Sapevamo che sarebbe successo.Ma non sapevamo quando. E questo, ci ha fatto pensare di essere “immuni”, forti, forse più forti degli altri, probabilmente perché abitiamo in un “paradiso terrestre” e quindi, di per sé, già privilegiati. O, peggio, qualcuno, credo pochi per deficienza, molti per convenienza, addirittura negava l’esistenza del virus e del pericolo reale. Oggi, il triste risveglio. Dire che ci sono 15 ragazzi contagiati, affetti da Coronavirus, vuol dire che ci sono almeno 4 volte tanto di portatori più o meno asintomatici del virus in circolazione…Vuol dire che ci sono almeno una cinquantina di famiglie preoccupate (terrorizzate). Vuol dire che ci sono tante persone anziane (più a rischio), che già sono state esposte, o lo saranno, inevitabilmente, a breve, al contagio. Questa è la prospettiva.
Tutto ciò si poteva evitare? Non saprei. Probabilmente si.Ma avrebbe avuto un “costo”, non indifferente, molto alto, per la nostra comunità.Il nostro territorio vive, notoriamente, di turismo.Ed un’apertura non controllata, era inevitabile che conducesse a questo risultato.Del resto che fare???Ho detto, sin dall’inizio, che c’erano 2 esigenze inconciliabili tra loro: la tutela della salute pubblica da un lato, e l’economia dall’altro. Difficile decidere.Non mi sento di dare colpe al Governo, che ha sempre insistito sul rispetto delle regole, e sul non abbassare la guardia, prolungando anche lo stato di emergenza.Avrebbe forse potuto vigilare di più che quanto consigliato venisse rispettato. Come ha fatto al tempo del lockdown, per esempio. Ma, poca roba, rispetto a quello che avremmo dovuto e potuto fare noi… E non l’abbiamo fatto.Abbiamo voluto i turisti (quelli con i soldi, quelli profumati, perché i migranti, senza soldi, fanno puzza e portano le malattie ed il Coronavirus), e li abbiamo accolti. A braccia aperte (vedi foto con i vari personaggi famosi, che ci hanno privilegiato nella scelta di trascorrere le vacanze qui).Abbiamo voluto le campagne pubblicitarie ed i voli diretti e li abbiamo avuti. Abbiamo voluto la “movida” e l’abbiamo avuta.Incazzandoci quando, proprio per colpa nostra, il mancato rispetto delle regole e l’eccessiva promiscuità faceva impennare il numero dei contagi e dei positivi.Questo ed altro ancora ha fatto sì che arrivassimo a questo punto.A ridosso dell’inizio dell’anno scolastico e della stagione autunnale.Che, inevitabilmente, aggraveranno la situazione. Perché, sia chiaro, che non esiste un’apertura delle scuole in sicurezza.E chi sostiene il contrario, o è in malafede o non capisce nulla di infezioni virali. In conclusione, vorrei esortare tutti, per una volta, almeno per una volta, di comportarci da comunità vera. Evitando di additare il prossimo come l’untore di turno, e rispettando le regole ancora più pedissequamente di quanto fatto finora. Aver contratto il Coronavirus non e’ una colpa. Così come non lo è mai stato contrarre l’influenza.Evitiamo ancor di più gli assembramenti.E richiamiamo il prossimo, se adotta comportamenti non corretti.Proteggiamo i nostri cari, a cominciare dagli anziani, per finire ai più piccoli, vaccinandoci tutti contro l’influenza. In modo tale da evitare interferenze diagnostiche ed aiutare gli ospedali ed i Pronto Soccorso che, altrimenti, verranno presi d’assalto da qui a breve, mandando in tilt il sistema. Seguite sempre i consigli del vostro medico curante e di fiducia, che saprà guidarvi ed indirizzarmi per qualsiasi problema. Insieme ed uniti ne usciremo fuori”.

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