il prof. Mario Bolognari, sindaco di Taormina

TAORMINA – Al giro di boa del mandato amministrativo, il sindaco Mario Bolognari affronta la crisi che sta investendo anche Taormina per lo “tsunami” del post-lockdown e le molteplici problematiche determinate dal Covid, ma sullo sfondo inizia ad affacciarsi l’orizzonte del 2023 e la necessità di riflettere tra la decisione di ricandidarsi e proporsi per governare la città nei successivi cinque anni oppure fare un passo indietro a fine consiliatura.

Il primo cittadino non ha fretta e vuole decidere con tutta calma più avanti, per adesso come detto le priorità sono decisamente altre e c’è tutto il tempo del mondo per pensare ai discorsi del sì o no ad una ricandidatura. Il Partito Democratico ed altre anime della maggioranza sarebbero compatte nel sostenere la ricandidatura di Bolognari. Il pressing non troppo velato affinché possa esserci almeno un segnale in una direzione o nell’altra arriva comunque dall’ala “dagostiniana” della maggioranza, ovvero la componente politica guidata dall’ex vicesindaco Mario D’Agostino, già pronto a raccogliere l’eredità di Bolognari se non dovesse ricandidarsi e a puntare lui alla sindacatura.

Intanto, a quanto risulta, l’attuale sindaco starebbe entrando nell’ordine di idee di andare avanti. Un orientamento che viene confermato da fonti vicine al primo cittadino, che ha la convinzione di poter essere ancora protagonista della politica e della vita cittadina ed incidere nelle sorti del territorio. Il professore non teme gli sfidanti che hanno già iniziato le grandi manovre ma faticheranno a trovare un’intesa. La strategia pare destinata ad essere quella di prendere tempo, “cuocere a fuoco lento” sfidanti, rumors e chiacchiere varie, per poi dichiarare la disponibilità a riconfermarsi ai comandi dell’aggregazione che lo sostiene, anche mettendo in conto che qualche pezzo lo si potrà perdere per strada e magari qualcun altro potrebbe invece aggiungersi.

Il 2023 è lontano due anni e mezzo ma il sindaco “coltiva” a pieno titolo la tentazione di restare in campo e così inseguire quello che tra l’altro sarebbe, sul piano personale e amministrativo, il record di un quarto mandato alla guida di Taormina. I primi due, come si ricorderà, furono quelli 1992-1997 e 1997-2002, e poi è arrivata le rielezione con il successo nel 2018. Tre candidature e tre affermazioni e se dovesse centrare il quarto su altrettanti tentativi, si tratterebbe di un primato che si consegnerebbe di diritto alle pagine di storia della città.

Se ci saranno le condizioni, in sostanza, Bolognari si dichiarerà pronto a riproporsi per il governo della città, in una seconda consiliatura, in una futura fase in cui Taormina potrebbe essersi allontanata dalle “sabbie mobili” dei mille patemi odierni creati dall’emergenza Covid. Bolognari riflette e osserva la situazione. E lo fa con la tacita consapevolezza di avere poca voglia di uscire dalla scena.

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