Bruno Peres

TAORMINA – Il caso di positività al Covid di Bruno Peres ha destato forte apprensione in questi giorni a Taormina. La notizia è arrivata venerdì pomeriggio nella Perla dello Ionio come un’autentica doccia gelata sulla città che sta cercando di affrontare la crisi e lotta per il rilancio economico e del turismo. Poteva essere una “mazzata” sulle speranze di ripresa perché Peres era stato nei luoghi nevralgici della città, i bar e i ristoranti più frequentati, ma anche in Corso Umberto era stato avvistato e filmato insieme alla compagna senza mascherina.

Si temeva, insomma, la “bomba ad orologeria” di un focolaio sul territorio che avrebbe potuto cambiare la storia di questo fine estate a Taormina. Il caso ha scatenato non poche polemiche, poi l’esito dei tamponi eseguiti su tutto il personale dei locali dove Peres era stato. Ci sono ancora alcuni accertamenti in corso ma sin qui i risultati arrivati hanno dato in tutti i casi esito fortunatamente negativo, sia nei vari locali della città e anche per il barcaiolo con il quale Peres aveva fatto un’escursione a Mazzarò. Un sospiro di sollievo per i diretti interessati ma anche per l’intera città.

Bruno Peres è positivo al Covid ma nello specifico è asintomatico. A questo punto gli aspetti sui quali dover riflettere non sono pochi: il virus ha davvero perso o attenuato la sua carica virale rispetto ai mesi scorsi? Oppure il brasiliano della Roma, essendo asintomatico, aveva una scarsa capacità di contagio nei confronti delle persone con cui era stato a contatto?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ritiene che i soggetti infettati e asintomatici abbiano meno probabilità di diffondere il contagio del SarsCov-2 rispetto a quelli che hanno sviluppato sintomi.

Proviamo a fare chiarezza sul tema attraverso le parole di un autorevole esperto, l’infettivologo Matteo Bassetti, che si è così espresso sui soggetti asintomatici.

Per il direttore della clinica di Malattie infettive del San Martino di Genova anzitutto arriva una critica all’organizzazione mondiale della sanità: “L’OMS dovrebbe usare un po’ più di cautela quando vengono date certe notizie. Da un’istituzione internazionale così importante ci si aspetta che nel momento in cui si pronuncia, lo faccia su delle chiarissime e incontrovertibili evidenze scientifiche”. “Buona parte delle misure che stiamo utilizzando – spiega – sono infatti state prese proprio per evitare il contagio dagli asintomatici e che questi ultimi rappresentino un problema importante”.Per l’infettivologo “probabilmente gli asintomatici non sono tutti uguali. La possibilità o meno di trasmettere il virus è una questione legata alla carica virale, può variare tra soggetto e soggetto e più è bassa più calano le probabilità di contagiosità”.

Bassetti elenca 4 categorie di asintomatici:

La prima categoria è quella degli asintomatici che resteranno tali e che sono portatori sani del virus; questi dovrebbero avere una bassa carica virale e quindi bassa probabilità di contagiare

 La seconda categoria è quella degli asintomatici che nel giro di qualche giorno svilupperanno poi i sintomi, i cosiddetti pre-sintomatici ovvero quelli nella fase di incubazione, e questi presenterebbero invece una più alta carica virale con una conseguente maggiore probabilità di essere contagiosi”.

la terza categoria è quella dei paucisintomatici, ovvero soggetti che presentano sintomi lievissimi e che possono passare inosservati, con una carica virale ancora diversa probabilmente più elevata

la quarta categoria è quella dei “non più sintomatici” quelli che sono guariti e che dopo due tamponi negativi tornano ad avere positività. Ebbene questi hanno probabilmente carica virale bassissima o addirittura nulla e non sono in grado di trasmettere l’infezione

Per Bassetti “bisognerebbe quindi misurare la quantità di virus presente sul tampone o su altro materiale testato e dare un numero. Quindi non solo se uno è positivo o negativo, ma anche quanto virus c’è. Fare quindi un esame sia qualitativo che quantitativo. Solo così si potrebbe stabilire la soglia sopra la quale si è contagiosi oppure no”.

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