Orlando Russo, il sindaco di Castelmola
Orlando Russo, sindaco di Castelmola

TAORMINA – Spunta un nome a sorpresa nella corsa alla futura sindacatura di Taormina. Le elezioni sono ancora lontane, ci sarà tempo per arrivare al 2023 ma nella lunga corsa alla poltrona attualmente occupata da Mario Bolognari, pare intenzionato ad esserci anche Orlando Russo, l’attuale sindaco di Castelmola. Nel 2022 concluderà il suo secondo mandato alla guida del borgo turistico e Russo sarebbe entrato nell’ordine di idee di scendere in campo a Taormina, misurandosi così con gli altri pretendenti dell’area di centrodestra. Non sembra essere una “voce di paese”, quanto piuttosto un desiderio reale, un traguardo per il quale Russo si prepara, non è ancora uscito allo scoperto ma per il quale vuole giocarsi le sue carte.

Nel 2012 è stato eletto sindaco a Castelmola, poi nel 2017 c’è stato il bis senza neanche rivali, e adesso nel mirino di Russo c’è la sindacatura di Taormina, considerata obiettivo di prestigio e possibile coronamento del suo percorso politico. Russo a Taormina era già stato assessore soltanto per un breve periodo nel gennaio 2006, quando fu nominato dall’allora sindaco Aurelio Turiano che però poi scomparve pochi giorni dopo.

Alcune voci hanno anche ipotizzato una prossima candidatura al Parlamento siciliano in una delle liste del centrodestra. Per le Regionali si voterà nella primavera 2022 ma il sindaco di Castelmola intende portare a termine il suo mandato. Poi, conclusi i suoi 10 anni di sindacatura a Castelmola, si concentrerà sullo scenario politico taorminese, un terreno dove in effetti la sua frequente presenza ha già scatenato non poche polemiche con accuse di “ingerenze” nelle vicende della Perla dello Ionio. Russo, che al momento è anche presidente dell’Unione dei Comuni e dell’Ati Idrico, insomma, punta al “bersaglio grosso” e vorrebbe mettere sul tavolo della sfida politica per Taormina il dato record dei 35 milioni di euro di finanziamenti ottenuti nella piccola Castelmola (comune di mille abitanti) dal 2012 in poi, mentre paradossalmente proprio la più quotata Taormina ormai da tanti anni fa fatica a reperire risorse e trovare le porte aperte a Palermo e a Roma.

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