ROMA (ITALPRESS) – Superata la difficile stagione del lockdown, l’agricoltura italiana si trova ora di fronte a un banco di prova altrettanto impegnativo: quello dei consumi, dal cui livello dipenderanno le sorti del settore agroalimentare e florovivaistico italiano. “Le condizioni macroeconomiche saranno decisive. Se, come pare, il Pil non tornerà a crescere a sufficienza servirà uno sforzo ulteriore da parte nostra”, spiega il presidente di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino, in un’intervista all’Italpress.

Durante il periodo del lockdown ci sono stati prodotti italiani che hanno tenuto bene, come i formaggi duri, il latte, la frutta, la verdura e le farine e altri che hanno avuto dei problemi, come i vini di l’età gamma, che hanno pagato soprattutto il crollo delle esportazioni e la chiusura dei ristoranti. Oggi si registrano ottimi risultati da parte della frutta, grazie ad una buona campagna estiva, mentre è in difficoltà il settore delle carni bovine (il primo a pagare il calo del reddito delle famiglie) e delle carni bianche (a causa soprattutto della chiusura delle mense scolastiche e aziendali). Servirebbe un aiuto anche da parte del governo, che però, almeno nel decreto di agosto non c’è stato.

“L’agricoltura è stata esclusa incomprensibilmente da tutti i provvedimenti del decreto agosto legato al mondo del lavoro – denuncia il presidente di Cia -. Stiamo interrogando il governo per cercare di capire come mai questo settore da un milione di addetti sia stato discriminato rispetto ad altri”. Scanavino si ritiene soddisfatto, invece, per i fondi destinati alle Pmi del settore agricolo, che gli imprenditori hanno sfruttato al meglio, dimostrando di voler continuare a investire. “Ora attendiamo i progetti di politica agricola comunitaria – spiega ancora Scanavino -. Il nostro settore, oltre ai fondi già previsti, riceverà 15 miliardi in più a livello europeo, ma non prima del 2022. Dobbiamo cercare di avere delle risorse prima di quella data, in quanto vogliamo rimanere al passo dei nostri concorrenti a livello di strutture e di macchinari. Il mercato sta cambiando dal punto di vista della qualità e della logistica e noi dobbiamo rimanere al passo e di certo non possiamo attendere due anni”.
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