TAORMINA – Accertamenti in corso della Polizia locale sul “fuori programma” avvenuto la scorsa notte a Taormina nel sentiero che congiunge Taormina centro ad Isola Bella. Lungo la Via Bongiovanni Pescatore, tra gli scalini del percorso pedonale, è finita infatti un’auto, una Nissan. Il veicolo, di proprietà di una cittadina 25enne dell’Etneo, si è incastrato tra i gradini. Nella vettura c’erano la ragazza ed il fidanzato che sono poi riusciti ad uscire dall’abitacolo.

Gli agenti della Polizia locale hanno effettuato i relativi rilievi e hanno sanzionato la persona conducente. Il mezzo, nel momento in cui è stato recuperato e portato via dalla scalinata, si trovava circa 40 metri oltre i gradini. Secondo la versione dei fatti data dalla conducente del mezzo, la donna sarebbe stata tradita, e quindi ingannata, dal navigatore che erroneamente l’ha portata nel sentiero. In zona, inoltre, non vi sarebbe una segnaletica in grado di indicare chiaramente che oltre le cosiddette “terre rosse” non si poteva procedere. Le ore serali e quindi una visuale limitata del percorso, in una zona piuttosto buia, avrebbe poi fatto il resto.

L’episodio, a suo modo, riporta d’attualità la necessità di una svolta nella gestione del piano di circolazione a Taormina, dove da tempo si prospetta l’entrata in vigore della Ztl ma l’Amministrazione ma non ha ancora mosso i necessari passi per dare seguito concretamente alla proposta avanzata da un privato, che ha dato disponibilità per un project financing.

“Al momento in cui sono stati avviati gli accertamenti il veicolo non era parcheggiato. Si è riscontrata, altresì, la posizione statica assunta dal mezzo a conclusione di questo evento – spiega il vicecomandante della Polizia locale, Daniele Lo Presti -. Il conducente, una ragazza di 25 anni dell’etneo, non conosceva la zona e percorrendo il tratto di strada alle 3 di notte ha impegnato quel veicolo tra i due muretti e lungo i gradini. L’auto era in un punto dove non c’è segnaletica, il veicolo si è quindi incastrato tra i due muretti e a tutti gli effetti per noi è un incidente stradale. Abbiamo contestato, tuttavia, alla ragazza l’articolo 141 del Cds, nel quale si stabilisce che il conducente debba compiere in qualsiasi caso le manovre in sicurezza, specie di arresto tempestivo del veicolo. Una manovra che in questa circostanza non c’è stata. Il veicolo risultava a 40 metri dall’inizio della strada e aveva percorso 60 gradini prima di arrestare la marcia. Il fatto che non vi fosse un segnale non è sufficiente per giustificare quei 40 metri di distanza dall’inizio della scalinata. Ad ogni modo, adesso abbiamo messo in sicurezza l’area con l’apposizione di apposita segnaletica e un inibitore, cioè una transenna”.

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