Nell’estate del turismo per lo più “farlocco” di prossimità, fatto di spese contenute e spostamenti a chilometro zero, assalti di massa alle spiagge con il contorno di qualche passeggiata, e poi il panino, un gelato e una granita, in Sicilia la destinazione che ha fatto registrato il movimento più significativo è stata Taormina.

La capitale del turismo siciliano, che sino all’era pre-Covid era meta di tantissimi stranieri ma anche di altrettanti avventori “mordi e fuggi”, è stata quest’estate la località che ha, comunque, fatto registrare il maggior flusso di visitatori occasionali. E’ tutta un’altra storia rispetto agli anni d’oro, si vedono pochi stranieri e gli alberghi hanno un netto calo, è chiaro ed evidente a chiunque e c’è poco da discutere, perché la situazione generale si commenta da sola e la crisi rischia pure di avere altro veleno nella coda con la paventata seconda ondata del virus in autunno (che si spera vivamente non ci sia).

In ogni caso, anche in questa stagione anomala e in un’annata sciagurata, Taormina si è confermata la meta che in assoluto ha richiamato di più l’attenzione da parte di chi, in un modo o nell’altro, ha deciso di spostarsi per prendersi qualche momento di relax. Taormina precede, in tal senso, altre località come quelle del Ragusano, Trapani, Siracusa, le Eolie. Significativo, in tal senso, anche il boom delle seconde case e degli appartamenti che a Taormina sono stati locati quest’estate, con un assalto che non si vedeva da tempo in particolare alle case disponibili in affitto della zona a mare.

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